Windows Server Failover Clustering (WSFC)

Windows Server Failover Clustering (WSFC)

Il mondo dell’informatica oggi è caratterizzato da una lunga serie di strumenti, importanti risorse digitali pronte a soddisfare la grande domanda di mercato. Una richiesta sempre più esigente che coinvolge singoli utenti, pubbliche amministrazioni, micro, piccole, medie e grandi imprese. Una grande ed esigente domanda di mercato giustificata dall’introduzione nel mondo del lavoro di mezzi tecnologici molto avanzati, risorse informatiche grazie alle quali è possibile velocizzare e ottimizzare le attività lavorative con margini di sicurezza del tutto accettabili. Stiamo parlando di diverse innovazioni tecnologiche, alcune delle quali già datate mentre altre di ultima generazione, tutte perfettamente integrate nella società moderna. Al di là però dell’uso quotidiano della tecnologia da parte di una quantità enorme di utenti, di molte risorse informatiche si ignora il significato. Con questa guida ci concentreremo su Windows Server Failover Clustering (WSFC), effettivamente un termine informatico non proprio di uso comune ma che sarebbe opportuno conoscere. Per questo, proveremo a spiegare in maniera comprensibile a tutti di cosa si parla quando si fa riferimento a Windows Server Failover Clustering. Un modo per comprenderne le caratteristiche e le funzionalità.

In campo informatico, un cluster di failover è sostanzialmente un gruppo di server autonomi utilizzati congiuntamente per accrescere la disponibilità di servizi e applicazioni. Un altro strumento tecnologico che può tornare molto utile in caso di necessità. In Windows Server Failover Clustering sono disponibili funzioni di infrastruttura perfettamente in grado di supportare contesti di disponibilità alta e il ripristino di situazioni di urgenza delle applicazioni server ospitate, quali Microsoft Exchange e Microsoft SQL Server. Per spiegarlo in maniera ancora più semplice, al verificarsi di un errore in un nodo, i servizi regolarmente ospitati su questo nodo vengono trasferiti, in modalità manuale o direttamente in automatico, presso un altro nodo disponibile in una procedura conosciuta come failover.

Prima di passare a vedere le funzioni assicurate da un nodo è bene fare un passo indietro per spiegare proprio cosa si intende in questo caso per nodo. In breve, il nodo è un server appartenente a un cluster WSFC. Dopo questa brevissima spiegazione del concetto di nodo, vediamo di seguito le funzionalità garantite dai nodi del cluster Windows Server Failover Clustering:

  • metadati e notifiche: i metadati riconducibili ai servizi Windows Server Failover Clustering e alle applicazioni ospitate sono gestiti in ciascuno dei nodi del cluster. I metadati comprendono lo stato e la configurazione WSFC e, naturalmente, le impostazioni delle applicazioni. In tale logica, al momento di una modifica dei metadati oppure di una modifica allo stato di un particolare nodo, la stessa viene automaticamente distribuita agli altri nodi appartenenti al cluster WSFC;
  • gestione delle risorse: le risorse fisiche possono essere rese disponibili dai singoli nodi del cluster Windows Server Failover Clustering. A titolo di esempio, citiamo risorse quali le interfacce di rete e l’accesso agli archivi sui dischi condivisi. A loro volta, le applicazioni ospitate realizzano la registrazione come risorse cluster e hanno la possibilità di configurare dipendenze di avvio su risorse diverse;
  • monitoraggio dell’integrità: la rilevazione degli stati dei nodi principali e tra nodi è realizzata attraverso comunicazioni di rete e di controllo delle risorse. L’intero stato del cluster Windows Server Failover Clustering è dato dai voti di un quorum di nodi;
  • coordinamento del failover: ogni risorsa digitale è configurata per essere regolarmente ospitata sul nodo principale, in più è possibile trasferire ciascuna di queste risorse, in maniera manuale oppure direttamente automaticamente, presso altri secondari nodi. A controllare l’automatico trasferimento delle risorse tra i vari nodi sono specifici criteri di failover fondati sul principio di integrità. Al verificarsi del failover, scatta l’invio di una comunicazione ai vari nodi e alle applicazioni ospitate affinché possano essere capaci di una reazione appropriata.

Abbiamo quindi descritto le funzionalità garantite dai nodi del cluster Windows Server Failover Clustering, cercando di non usare termini estremamente tecnici per non appesantire la lettura. Ora, una volta chiariti i concetti di cluster di failover WSFC, gruppo di server autonomi utilizzati congiuntamente per accrescere la disponibilità di servizi e applicazioni, e le funzioni assicurate dai nodi del cluster, continuiamo nella spiegazione di Windows Server Failover Clustering analizzando altri aspetti.

Una buona soluzione per la disponibilità e il ripristino d’urgenza basata su Windows Server Failover Clustering è SQL Server Always On. Questo perché le funzioni Always On propongono metodi flessibili in grado di aumentare la disponibilità delle applicazioni e di assicurare rendimenti migliori in termini di investimenti orientati verso le componenti hardware. Inoltre, le funzioni Always On semplificano la gestione e la distribuzione delle disponibilità elevate. Ai fini delle istanze del cluster failover e dei gruppi di disponibilità Always, vengono usate le tecnologie della piattaforma Windows Server Failover Clustering, che richiede la registrazione dei componenti quali risorse cluster WSFC. Una volta correlate, le risorse sono combinate in un preciso ruolo, da poter render dipendente rispetto alle altre risorse del cluster Windows Server Failover Clustering. Per quest’ultimo, è dunque possibile la rilevazione e la segnalazione del bisogno di riavviare la domanda SQL Server e l’esecuzione automatica del failover a un diverso nodo server. Abbiamo visto come nella proposta di SQL Server Always ON le istanze del cluster utilizzino le funzioni WSFC. Windows Server Failover Clustering è quindi un’altra risorsa informatica importante, che mira a garantire l’alta disponibilità dei sistemi.

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Andrea Masella author