Internet

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Oggi è molto difficile anche solo risalire esattamente al grande numero di utenti collegati a Internet da ogni parte del mondo, mentre circa 50 anni fa non era neanche minimamente immaginabile un successo del genere. Sono passati poco più di 50 dalla nascita ai giorni nostri, da quel momento il mondo di Internet ha conosciuto uno sviluppo fuori dal comune e ha visto le connessioni crescere in maniera esponenziali. Dal 1969 ad oggi, dal primo collegamento ai problemi di connettività per la massiccia mole di lavoro, dall’Arpanet a miliardi di utenti ne è passata di strada, più di cinque decenni di storia tra nuove risorse tecnologiche, tanti consensi e anche molti problemi di sicurezza. Di mezzo, a fine aprile del 1986, il primo collegamento a Internet per l’Italia, un evento epocale per il nostro Paese neanche troppo esaltato dai giornali. Anzi, il debutto italiano di Internet è passato quasi inosservato. Ma vediamo insieme nei paragrafi seguenti le tappe più importanti che in cinque decenni o poco più hanno portato Internet a diventare una risorsa indispensabile per la società moderna. Riflettete solo un secondo e pensate a un mondo senza Internet, una cosa inimmaginabile.

Facciamo quindi un bel salto indietro per tornare al 1969 quando i primi computer di tre Università californiane e del Dipartimento di Informatica dell’Università dello Utah trovarono il modo di connettersi per la prima volta, con una tecnica particolare di trasmissione dei messaggi. A differenza infatti di quanto succedeva con la classica telefonata, invece di occupare la linea di comunicazione per tutto il tempo del messaggio, la nuova rete fu capace di dividere l’informazione in pacchetti e inviare un pacchetto alla volta in modo tale da utilizzare la linea per la spedizione di più messaggi contemporaneamente. In breve, stiamo parlando del packet switching, un mezzo che ha sviluppato una comunicazione veloce ed efficiente. In realtà, tutto è nato qualche anno prima quando venne finanziato un progetto per la realizzazione di una rete di computer per comunicazione secondo l’invio di pacchetti, un progetto che diede vita ad Arpanet. Naturalmente l’invio del primo messaggio non fu privo di qualche problema, ma il passo avanti fu così consistente che già i primi risultati furono molto incoraggianti.

Una volta identificati e risolti le prime problematiche tecniche, due anni dopo ad Arpanet si collegarono più di venti computer, un vero successone per quei tempi. Il 1971 è anche l’anno della nascita di un gruppo di lavoro per il dibattito e la risoluzione dei problemi e l’anno in cui inizia la differenziazione degli indirizzi degli utenti collegati alla rete dalla stessa macchina. Un anno assolutamente da ricordare perché nel 1971 viene anche lanciato il simbolo della chiocciola (@) e mandata la prima email. Per i primi anni Arpanet resta comunque un privilegio solo per istituti di ricerca e accademie, mentre il debutto in Europa è datato 1973 quando alla rete si collegarono Gran Bretagna e Norvegia. Ma a parte l’arrivo in Europa, il 1973 viene ricordato per l’elaborazione di un protocollo che consente la comunicazione di Arpanet con altre reti sviluppatesi altrove: il protocollo TCP/IP o Internetworking protocol o anche Internet. Così nella seconda metà degli anni settanta cominciò la diffusione di particolari ambienti digitali per lo scambio di informazioni tra gli utenti su determinate tematiche. Nonostante i passi in avanti fatti dal 1969, al termine degli anni settanta siamo al cospetto ancora di una rete di dimensioni molto ridotte. Tuttavia ecco saltare fuori i primi problemi con l’arrivo della prima spam: un’email con uno strano invito che suscitò l’indignazione degli utenti. Agli inizi degli anni ottanta poi ecco l’arrivo del primo virus, che si propagava tramite i famosi floppy disc. Il mondo di Internet cominciava il confronto e la lotta con una lunga serie di virus e con il delicato tema della sicurezza informatica. Una tematica affrontata già allora ma più che mai attuale.

L’anno che segna un’altra tappa fondamentale per la storia di Internet è il 1983. Un po’ perché per chi vuole operare in rete il protocollo TCP/IP diventa obbligatorio e poi perché nel 1983 nacquero i primi nomi di dominio (DNS) per l’identificazione dei nodi di rete. Nomi di dominio in sostituzione di stringhe di numeri molto difficili da memorizzare. Nomi generati a seconda della tipologia dell’organizzazione che li usa e in base alla nazionalità. Una lunga serie di nomi che per la rete, ormai a tutti gli effetti Internet, segna l’inizio dell’epoca di .it .com, .org. Nel 1986, a distanza di quasi vent’anni da quel famoso 1969, Internet finalmente sbarca nel nostro Paese. A collegarsi a Internet per la prima volta in Italia è stato il Centro Nazionale di Calcolo di Pisa. Qualche anno dopo vennero perfezionati due fondamentali meccanismi, grazie ai quali è stata possibile una veloce diffusione della rete: il protocollo nuovo per trasmettere i pacchetti di dati (HTTP), e uno standard per la realizzare i documenti ipertestuali. Nonostante i progressi, nella seconda metà degli anni ottanta la rete è ancora di dimensioni molto ridotte. Qualche anno più tardi, nel 1991, viene presentata al pubblico la prima pagina web, uno spazio elettronico regolarmente connesso alla rete destinato alla pubblicazione di grafica e testi. Passano un paio di anni è arriva il momento in cui in commercio viene lanciato il primo browser, il primo programma per consentire la navigazione tra i siti web. Agli inizi degli anni novanta quindi bastano un computer e una connessione alla rete telefonica tramite un modem per appartenere alla rete.

Fu l’inizio di un mondo non più di esclusivo utilizzo da parte delle istituzioni, ma che vide il debutto dei privati cittadini. Andando avanti nel tempo, a segnare la storia di Internet alla fine degli anni novanta fu Napster, il sito per semplificare tra gli utenti la condivisione dei file musicali. Un passo importante perché Internet non è più solo una rete popolata da numeri, testi e immagini ma anche dalla musica. Sono soprattutto i privati a connettersi a Internet per ascoltare musica e passare un po’ di tempo al computer connessi alla rete. Il numero di PC connessi a Internet inizia a crescere in maniera consistente e aumenta la passione degli utenti verso un mezzo aperto al mondo. Con la notevole crescita delle connessioni aumentano i siti web e comincia la ricerca del sito migliore. Con un’offerta maggiore e un numero di siti tale da dare agli utenti la possibilità di una scelta, questi ultimi cominciano a prendere confidenza con un’altra opportunità data da Internet: quella appunto di individuare il sito web di interesse. Nel 1998, in loro aiuto arriva la grande scoperta fatta, secondo la versione ufficiale, da due giovani studenti dell’Università di Stanford: Google. Un’altra sorta di vera e propria rivoluzione per il mondo di Internet, una scoperta che continua incessante a dare i suoi frutti. Un motore di ricerca, ormai a distanza di 22 anni, in cima alla lista dei preferiti di miliardi di utenti e destinato a restarci a lungo.

Con la nascita di Google del 1998, passiamo alle tappe che hanno visto protagonista Internet dal 2000 fino ai giorni nostri. Con lo sviluppo della rete, l’aumento delle risorse e il consenso di una quantità enorme di utenti gli investimenti intorno al mondo di Internet crescono. Investimenti per ottimizzare i servizi, anche in termini di sicurezza. I computer che fruiscono della connettività migliorano continuamente le prestazioni, in special modo dal punto vista della grafica, mentre prendono piede anche i messaggi pubblicitari. Internet è un fenomeno dilagante e negli anni 2000 conta milioni e milioni di utenti connessi da ogni parte del mondo. Un’esplosione a tutti gli effetti, favorita di gran lunga dai nuovi strumenti messi a disposizione degli utenti, che a questo punto non sono solo soggetti passivi del web ma iniziano a partecipare più attivamente. Siti web personali e blog cominciano a diffondersi a macchia d’olio e diventare un’altra realtà del mondo di Internet. Una realtà che non solo non ha conosciuto soste ma è più che mai di moda. I primi anni 2000 non sono stati solo gli anni di siti web e blog, ma sono stati caratterizzati dall’arrivo prepotente dei social network, piattaforme con le quali gli utenti possono stringere relazioni e condividere contenuti di varia natura. Tra il 2003 e il 2006 si registra un boom incredibile di piattaforme, diventate in breve tempo famose e pane quotidiano per gli utenti. Nel giro di tre anni sono nati Linkedln, Facebook, Twitter e YouTube, veri mostri sacri del mondo web. Quindi, delle buone annate che hanno visto nascere piattaforme che oggi tutti conoscono e utilizzano con spaventosa frequenza. Con tali piattaforme filmati, musica e relazioni online prendono definitamente il largo. Un’altra data da ricordare è riconducibile a giungo del 2007, con l’introduzione sul mercato di un telefono che stravolgerà le nostre abitudini: iPhone. Un dispositivo elettronico utile per telefonare, visto che trattasi comunque di un telefono, ma realizzato in modo particolare per beneficiare dei servizi web, in virtù di specifiche applicazioni (app). Qualche anno dopo, con la necessità di servizi sempre più tecnologici, gli smartphone vengono adeguati ai tempi. Così con l’uso del telefono si possono fare una serie di azioni, registrare e inviare tante informazioni. Un aumento che rende più che mai attuale il tema della sicurezza informatica, messa a serio rischio proprio dal veloce sviluppo della comunicazione digitale. Ci sono da tutelare una grossa quantità di dati sensibili e informazioni strategiche da eventuali attacchi o accidentali perdite di dati. Rischi che crescono con una condivisione sempre maggiore, una condivisione di dati non sempre fatta in completa coscienza e consapevolezza.

Nel 2015 alcuni accadimenti, tra i quali la violazione di milioni di profili utenti, dimostrano come Internet sia un mondo non sicuro. I dati rubati aumentano, alcuni di questi rubati con scopi anche di natura politica. Gli hacker e i criminali informatici fanno sentire forte la loro voce e soprattutto sferrano i loro attacchi, che non poche volte vanno a segno e fanno grossi danni. Anche alla luce dei fatti incresciosi e degli ingenti danni, interviene la Commissione Europea attraverso un disposto normativo: l’ormai noto GDPR. Trattasi del Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati 2016/679, che l’Unione Europea ha emanato con il chiaro intento di rafforzare le misure di protezione dei dati e di uniformare la normativa a livello europeo. Un chiaro segnale per alzare i livelli di attenzione su un tema così complesso come quello della sicurezza informatica. Dopo un veloce ma doverosa riferimento al Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati, passiamo ai giorni nostri. Per capire subito il salto di qualità fatto da Internet dalla nascita ad oggi è sufficiente riportare un dato: gli utenti connessi alla rete sono ormai più di 4 miliardi. Una cifra monstre destinata a salire negli anni futuri. Prevedere un calo di connessioni in un prossimo futuro è pura follia perché le abitudini ormai vanno nella stessa direzione e con la facile previsione di nuove scoperte il trend delle connessioni non può che aumentare.

Come visto dalla narrazione della storia, Internet lungo questi cinque decenni di strada ne ha fatta tanta. Una storia caratterizzata da date importanti, grossi successi ma anche una serie di intoppi, questi ultimi soprattutto legati alla sicurezza dei dati sensibili. Dalla prima connessione ai miliardi di connessioni, passando per l’invio della prima email e dai primi virus, la strada è stata lunga e non sempre facile. In ogni caso, a poco più di 50 anni dal primo collegamento tra computer del 1969, oggi si può definire certamente Internet come una delle più grandi scoperte degli ultimi secoli. Dalle origini ai giorni nostri, il mondo di Internet ha stravolto le nostre abitudini e il mondo del lavoro. Probabilmente c’è da fare ancora tanto dal punto di vista della sicurezza, in quanto i rischi di attacchi informatici sono sempre dietro l’angolo. A tal proposito non mancano gli investimenti mirati al rafforzamento della protezione dei dati, soprattutto fatti dai Paesi e dalle grandi multinazionali. Detto questo, i benefici portanti da Internet al mondo del lavoro e non solo sono sotto gli occhi di tutti. La sfida continua, con la consapevolezza che pochi utenti al mondo ai giorni nostri non si collegano a Internet almeno per un minuto nell’arco di una giornata.

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Andrea Masella author