Informatica

Informatica

Mettere in discussione oggi l’essenza dell’informatica è da veri folli, talmente è grande il suo contributo per la società moderna. Un contributo enorme sotto ogni punto di vista, sempre più necessario con il passare degli anni e con la scoperta di nuovi metodi e nuove risorse digitali. Disconoscere la sua importanza è un comportamento fuori dal mondo e poco condivisibile. Ai giorni nostri non esiste attività in cui le scoperte informatiche non hanno fatto sentire la loro voce e il loro forte peso specifico. Segni tangibili in tutti i campi, da quello industriale al mondo della medicina, passando per lo sport e l’editoria. Ma l’informatica non ha solo radicalmente cambiato le abitudini del mondo del lavoro perché ha stravolto anche la vita quotidiana di ognuno di noi. A testimoniarlo i miliardi di utenti connessi quotidianamente alla rete e contenti di fruire di servizi informatici all’avanguardia, veloci ed efficaci.

In un contesto votato così tanto all’informatica in pochi sono rimasti a rimpiangere il passato, quando tutte le attività si portavano avanti rigorosamente solo con la forza dell’intelligenza e delle braccia. Oggi l’informatica è considerata una delle moderne scienze per eccellenza, in realtà le sue origini sono legate a un passato molto molto lontano. Tra i padri ai quali maggiormente è stata riconosciuta la paternità dell’informatica vanno sicuramente ricordati John Von Neumann, ideatore dell’architettura di Von Neumann, e Alan Turing, inventore del modello matematico noto come la macchina di Turing. Due illustri e indiscussi pilastri per lo sviluppo dell’informatica. Una lunga storia che quindi affonda le sue radici in un passato molto lontano: dall’abaco all’iMac di ultima generazione sono passati secoli e secoli. In questa guida scorriamo le tappe fondamentali che hanno accompagnato l’informatica dalle origini ai giorni nostri. Vediamo di seguito di conoscere i primi passi mossi dall’informatica fino alle ultime scoperte fatte in questi anni.

Facciamo non un passo indietro ma molti per risalire ai primi passi mossi dall’informatica. Andando molto indietro nel tempo scopriamo che i computer hanno insospettabili antenati: dall’abaco e agli orologi fatti in Cina intorno all’anno mille. Più sofisticati sono i Bastoncini di Nepero, risalenti alla prima metà del XVII per opera del matematico scozzese. Strumenti che consentivano di svolgere complicate moltiplicazioni al pari delle calcolatrici moderne. Invece, nella seconda metà del 1600, arrivò il momento della meccanizzazione delle operazioni matematiche essenziali: addizione, sottrazione, moltiplicazione e divisione. Un passo in avanti fondamentale frutto della collaborazione di due importanti filosofi: il tedesco Leibniz e lo svizzero Pascal. Lo svizzero Pascal intorno alla metà del 1600 è stato anche l’autore di un calcolatore meccanico capace di fare addizioni e sottrazioni: Pascalina.

Dalla metà del 1600 facciamo un bel salto avanti per arrivare al 1800, un’altra tappa di grande importanza per lo sviluppo dell’informatica. Questo perché è datata 1800 l’applicazione all’industria manifatturiera della teoria computazionale. Un’applicazione merito di Joseph Marie Jacquard, che nel 1801 cominciò a usare nelle sue industrie un telaio semi meccanizzato, una macchina controllata da schede perforate. Con il telaio semi meccanizzato la trama dei tessuti realizzati veniva direttamente dettata da tali schede, che potevano essere sostituite senza il bisogno di cambiare il telaio. Un meccanismo simile ai software moderni per PC. A metà del 1800, diventa invece protagonista per la storia dell’informatica l’inglese Babbage. A lui sono dovute infatti le realizzazioni prima della Macchina differenziale, in grado di effettuare complesse funzioni, e dopo della Macchina analitica, un primo prototipo di computer meccanico capace di effettuare diversi compiti in aggiunta ai semplici calcoli matematici e programmabile tramite delle schede perforate. Una macchina fornita e alimentata da un motore a vapore e fornita inoltre di una memoria interna. Il matematico inglese Charles Babbage fu frenato nei suoi studi e nella realizzazione di macchine più grandi e sofisticate dalla mancanza di sufficienti risorse finanziaria. In ogni caso, proprio grazie al matematico britannico e alle sue intuizioni preziose, è stata spalancata la porta dei calcolatori meccanici.

Dalla felice e strategica intuizione del matematico inglese Charles Babbage passiamo alla geniale invenzione di un altro inglese, la Macchina di Turing, realizzata appunto da Alan Turing. Un dispositivo in grado di processare i dati salvati su un nastro in base a delle definite regole. Era il 1936 quando Alan Turing teorizzò il funzionamento di questo dispositivo, un teorema che fu il punto di partenza per John Von Neumann. Quest’ultimo, infatti, partendo dal teorema di Alan Turing, descrisse l’architettura di un calcolatore: processore centrale, unità di memoria e un bus per collegare tra loro le parti interessate. In sostanza Alan Turing e John Von Neumann hanno gettato le basi per i computer moderni. Ecco perché le due figure sono considerati a giusta ragione tra i padri dell’informatica.

Dall’abaco all’architettura di Neumann l’evoluzione è stata gigantesca, ma per arrivare allo sviluppo dei giorni nostri la strada è ancora lunga e complessa. L’impressionate evoluzione dell’informatica si può ricondurre al periodo immediatamente successivo alla guerra, quando alla fine del 1959 entra in scena l’IBM 1401. Qualche anno dopo la generazione informatica vede il debutto dei circuiti integrati, una scoperta importante perché grazie ai microchip fu possibile la realizzazione dei microprocessori. Una scoperta molto utile anche per superare l’ostacolo dei giganteschi primi calcolatori. Infatti, negli anni cinquanta e sessanta, il mondo dell’informatica era comunque ancora solo applicato dagli enti governativi e delle grandi imprese private. Si tratta soprattutto di un uso di grossi calcolatori caratterizzati da un costo quasi proibitivo. Il mercato ristretto subisce una vera e propria scossa a cominciare dagli anni settanta con la novità dei microcomputer fondati sull’uso dell’elettronica. I primi microcomputer consentirono al grande pubblico di iniziare a prendere confidenza con l’informatica, si tratta di macchine molto migliorate dal punto di vista delle dimensioni e del contenimento dei costi. In virtù dell’arrivo dei primi microprocessori infatti le macchine si caratterizzano per i bassi costi, per le dimensioni contenute e per l’alta potenza di calcolo. Caratteristiche che spalancano le porte delle prime case ai microcomputer. L’informatica con gli anni ottanta conosce un ulteriore sviluppo con i Personal Computer e gli home computer, pronti per entrare nelle abitazioni come un qualunque elettrodomestico, mandando definitivamente in pensione l’epoca dei calcolatori elettronici. I computer piccoli per uso personali sono ormai noti al grande pubblico come PC (Personal Computer). Agli anni ottanta si deve anche lo sbarco nel mondo dell’informatica del mouse e dell’interfaccia grafica ad oggetti, progettati da Xerox e in seguito adottati dall’Apple con il Macintosh, la prima macchina con l’interfaccia grafica ad oggetti.

I Personal Computer negli ultimi anni del novecento hanno conosciuto un successo unico, con una larga e veloce diffusione a livello mondiale. Ai giorni nostri è molto difficile trovare una casa senza la dotazione di un PC, anche se naturalmente la prerogativa della presenza di un Personal Computer in ogni abitazione è sopratutto valida per i Paesi sviluppati. Purtroppo ci sono zone al mondo che hanno tuttora grossi problemi di altra natura da risolvere e dove lo sviluppo totale dell’informatica è ancora molto lontano, per ora quasi un miraggio. Invece nei Paesi sviluppati l’evoluzione del mondo dell’informatica dalle origini ad oggi è andata avanti velocemente e senza freni. Un’altra rivoluzione è riconducibile al diffondersi di Internet, una rete grazie alla quale sono possibili le condivisioni dei dati tra computer differenti e di ogni parte del mondo. A tal proposito, ricordiamo che nel nostro Paese il debutto di Internet è datato 1986, quando il Centro Nazionale di Calcolo di Pisa si connette per la prima volta. Il primo dominio .it regolarmente registrato e attivo ancora oggi è quello del Centro Nazionale di Ricerca (cnr.it). Dal 2000 in poi Internet è ovunque tramite connessioni via cavo o wi-fi e con ogni dispositivo possibile. I telefoni cellulari ormai sono diventati dei mini computer tascabili, perennemente connessi alla rete e in grado di eseguire video in real time. La telefonia debutta in rete e grazie al VoIP si può comunicare telefonicamente fruendo della rete. Con Internet quindi l’informatica fa un altro grande salto di qualità.

Già dagli inizi degli anni duemila l’informatica diventa un mondo per tutti e non più riservato solamente agli specialisti del settore e ai centri di ricerca. I Personal Computer sono usati da milioni di utenti di ogni parte del mondo per l’elaborazione di testi e immagini, per la scrittura di testi, per vedere film, ascoltare musica, gestire calcoli e per altre molte attività ancora. Dispositivi elettronici oggetto ovviamente di continui studi da parte di scienziati e tecnici, al punto che è difficile solamente immaginare un brusco stop dello sviluppo informatico. Studi di settore che proseguono la loro incessante marcia per un ulteriore miglioramento delle performance dei computer. Ricerche che, a differenza di molti anni fa, non solo possono contare su mezzi più sofisticati ma anche sul contributo di molte risorse finanziarie. Molte di questi fondi indirizzati anche per rafforzare i sistemi di sicurezza informatica. Purtroppo, dalle origini ai giorni nostri, l’informatica ha fatto sì passi da giganti in avanti ma, soprattutto negli ultimi decenni, ha registrato anche un aumento progressivo degli attacchi informatici. Attacchi pericolosi che mettono a rischio la funzionalità di molte attività lavorative, da mettere al riparo con precise misure di sicurezza. Procedure di sicurezza non solo utili per proteggere i dati sensibili da eventuali perdite o dagli attacchi informatici, ma da mettere in atto anche nel totale rispetto del Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati 2016/679 dell’Unione Europea. Un regolamento da non vedere come un obbligo ma come una vera e propria opportunità per proteggere dati sensibili e informazioni importanti. Sarebbe un grave errore per un’organizzazione di lavoro ritenere il disposto normativo dell’Unione Europea solo una norma a cui attenersi e solo un costo da sostenere.

Al di là di alcuni problemi di funzionalità e soprattutto in termini di sicurezza, oggi non si può negare la grande utilità dell’informatica. Né si può negare il suo grandissimo sviluppo dall’abaco alle invenzioni di ultima generazione dei giorni nostri. Una risorsa enorme per il mondo intero, principalmente per le attività lavorative. Trovare una pubblica amministrazione o una grande azienda privata che rinuncia all’informatica oggi è un compito quasi impossibile. Sarebbe tra l’altro un suicidio perché i servizi informatici aiutano parecchio e sotto tutti i punti di vista. Servizi particolarmente efficienti e veloci indicati per ottimizzare tutti i cicli vitali di un’organizzazione di lavoro, dalla produzione alla vendita. Inoltre all’informatica sono tranquillamente da ricondurre una serie di risparmi e di freni agli sprechi. Costi inferiori in fatto di risorse umane e di contenimento degli sprechi, in quest’ultimo caso è sufficiente ricordare la quantità di carta risparmiata grazie alla digitalizzazione. Ai giorni nostri quindi l’informatica rappresenta, nei Paesi maggiormente industrializzati, una potente infrastruttura alla quale non si può affatto rinunciare per garantire il regolare svolgimento della stragrande maggioranza delle attività di lavoro: dalle più semplici a quelle più sofisticate.

Una tecnologia di fondamentale importanza per ottimizzare una serie di servizi pubblici quali scuola, sanità e trasporti, e prepotentemente entrata nelle case di ognuno di noi. In un attimo e con pochi click oggi da casa con un PC e il collegamento alla rete è possibile fare una ricerca studio, contattare un amico, giocare online e tanto altro ancora. Inoltre, molte aziende da anni praticano anche lo smart working, evidentemente una pratica impossibile senza l’apporto dell’informatica. Una grande risorsa della quale in questa guida abbiamo trattato la lunga storia dalle origini ai giorni nostri, per capirne l’evoluzione e l’importanza per il mondo attuale.

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Andrea Masella author