Dynamic Host Configuration Protocol (DHCP)

Dynamic Host Configuration Protocol (DHCP)

Per massimizzare il lavoro di qualunque attività oggi è pressoché impossibile rinunciare ai servizi telematici, un errore quasi imperdonabile da non commettere assolutamente. Servizi altamente affidabili, veloci e che garantiscono livelli di sicurezza ottimali. Conoscere bene i sofisticati sistemi informatici che rendono efficaci tali servizi è sicuramente una buona regola. Al contrario, ignorarli potrebbe compromettere i buoni propositi di partenza e i risultati sperati. Spesso infatti sentiamo parlare di termini informatici dei quali non conosciamo minimamente il significato, quando invece sarebbe opportuno approfondire l’argomento perché riconducibili a sistemi con molteplici funzionalità importanti. Con questa guida proveremo a spiegare nei seguenti paragrafi esattamente cos’è il Dynamic Host Configuration Protocol (DHCP), per capirne l’esatto significato, comprenderne le funzionalità, le principali caratteristiche e i numerosi benefit garantiti da questo protocollo informatico.

Prima di entrare nel dettaglio, vediamo quali sono le sue funzionalità e a cosa serve il DHCP, cerchiamo di capire di cosa esattamente si tratta. Il Dynamic Host Configuration Protocol non è altro che un protocollo usato per la fornitura di un sistema di gestione centrale per la distribuzione di indirizzi IP all’interno di una determinata rete. Dunque trattasi di un protocollo alla base dell’uso giornaliero di Internet da qualsiasi device: Personal Computer, smartphone, smart TV, tablet e altro ancora. Con una smart home, proprio grazie al DHCP, è possibile la connessione a internet dei singoli device. Il protocollo Dynamic Host Configuration Protocol è dunque generalmente usato per l’assegnazione degli indirizzi IP ai dispositivi elettronici da connettere con la rete. Da queste poche righe si capisce già l’importanza di tale protocollo, il ruolo che riveste ai fini di una corretta assegnazione degli indirizzi IP. Una volta spiegata la natura del DHCP passiamo a vedere come funziona questo protocollo.

Ogni dispositivo elettronico, ai fini della connessione a una rete, necessita di un regolare indirizzo IP per l’identificazione. Agli inizi questo processo era addirittura manuale, nel senso che gli utenti interessati alla connessione dovevano direttamente assegnare un indirizzo IP al computer. Con lo sviluppo di reti sempre più complesse e sofisticate, in riferimento soprattutto alle reti aziendali, si cominciò a pensare di assegnare automaticamente gli indirizzi IP attraverso un apposito sistema. In parole semplici, si iniziarono a gettare le basi di quello che poi sarebbe diventato il Dynamic Host Configuration Protocol. Ai giorni nostri i router e i server DHCP infatti sono totalmente automatizzati e sono vincolati a un processo standardizzato per l’assegnazione degli indirizzi IP ai dispositivi da connettere alla rete. In pratica, nel momento in cui un client (Personal Computer, smart TV, tablet, smartphone, etc.) si collega alla rete, invia un segnale al server Dynamic Host Configuration Protocol che, a sua volta, risponde assicurando un indirizzo IP e spiegando le regole per l’accesso. Il client fa sue le informazioni e chiede al server l’autorizzazione all’utilizzo dell’IP offerto precedentemente. Arrivati a questo punto del processo, il server Dynamic Host Configuration Protocol accetta la richiesta e il client può tranquillamente effettuare la connessione con l’indirizzo IP assegnatogli. Passaggi automatici e veloci, ma allo stesso tempo sicuri, affidabili e necessari.

Gli indirizzi IP contrattati tra server e client non durano in eterno. Infatti, una volta accettati dal client, hanno una durata pari a un numero di giorni preciso, scaduto tale termine c’è bisogno della negoziazione di indirizzi IP nuovi. Se a richiedere il nuovo IP è il medesimo client, generalmente riceve lo stesso indirizzo utilizzato precedentemente, chiaramente da usare sempre per un numero di giorni prestabilito. Invece, di fronte all’assenza di una richiesta di rinnovo, il server è completamente libero di assegnare quell’indirizzo IP a un altro client. Per tale ragione questo protocollo è detto dinamico.

Oltre agli indirizzi IP dinamici, in giro esistono anche gli IP statici. Indirizzi che per la loro natura non cambiano mai e sicuramente maggiormente indicati in alcuni casi. Le stampanti di rete, giusto per fare un esempio, sono rintracciabili più facilmente se dotate sempre dello stesso IP. Il processo ai fini dell’assegnazione di un IP statico comunque cambia a seconda del router, anche se resta legato all’indirizzo MAC del dispositivo elettronico, in maniera tale che l’indirizzo statico possa essere sempre riconducibile a quel determinato client.

La stragrande maggioranza dei benefici riservati dall’utilizzo del DHCP è direttamente legata alla principale funzione. Vediamo di seguito quindi quali sono i vantaggi garantiti da questo protocollo:

  • configurazione automatica alla rete, per questo il DHCP è usato universalmente nella quasi totalità dei dispositivi elettronici;
  • con un DHCP la gestione della rete è più semplice, in quanto ciascun dispositivo può ricevere un IP usando le configurazioni di rete predefinite;
  • con il protocollo DHCP è possibile proteggere la propria rete WiFi, per evitare che qualcuno acceda alla rete senza alcuna autorizzazione;
  • opportunità di stabilire le configurazioni TCP/IP direttamente da una posizione centrale;
  • gestione di modifiche agli indirizzi IP efficace per tutti quei client che necessitano un frequente aggiornamento: i portatili che si spostano continuamente in diversi percorsi nell’ambito di una rete wireless.

Questi sono solo alcuni dei principali vantaggi garantiti dal protocollo Dynamic Host Configuration Protocol, naturalmente ce ne sono altri.

Ciascun dispositivo elettronico per connettersi correttamente a una rete e accedere alle risorse relative deve avere il suo indirizzo. Senza il Dynamic Host Configuration Protocol, per i nuovi PC è necessario configurare manualmente l’indirizzo IP. Un’operazione sconsigliabile viste le grandi risorse informatiche del protocollo DHCP. Infatti, come già precedentemente sottolineato a chiare lettere, con il DHCP l’intero procedimento di assegnazione dell’IP avviene in maniera del tutto automatica. Alla luce di questa opportunità appare anacronistico effettuare alcune operazioni ancora manualmente, quando esistono soluzioni tecnologicamente avanzate e affidabili. Sarebbe solo un modo per perdere più tempo e per complicarsi ulteriormente la vita. Per dirla in breve e per concludere: con i tempi che corrono non utilizzare un protocollo come Dynamic Host Configuration Protocol sarebbe un tuffo sbagliato nel passato.

Info sull'autore

Andrea Masella author