Business Continuity

Business Continuity

La dipendenza della società di oggi dalle risorse informatiche è andata aumentando gradualmente di anno in anno. Le attività quotidiane sono largamente condizionate da strumenti e servizi informatici, a tal punto da costringere il mercato del lavoro e i singoli cittadini a repentini cambiamenti rispetto ai comportamenti del passato. Cambiamenti dovuti in buona parte anche a un mercato globale in continuo progresso, che si rinnova velocemente ed è anche molto aperto alle innovazioni tecnologiche. Ormai la tecnologia è un alleato gradito di pubbliche amministrazioni, imprese, liberi professionisti e privati cittadini.

Tuttavia, al netto della riconosciuta importanza e del grande utilizzo delle nuove risorse, crescono le minacce informatiche. Rischi che spingono le organizzazioni a rivedere alcune posizioni e a prevedere modelli innovativi per contrastare anche questi fenomeni. Nuovi approcci e soluzioni per prevenire eventuali emergenze. In tal senso, un aiuto importante arriva dalla business continuity (continuità operativa): la capacità di una struttura di continuare a erogare servizi o prodotti a seguito di un incidente. D’altronde, per qualunque attività, sia pubblica che privata, l’interruzione di un servizio erogato è sempre un serio problema da affrontare. Un’eventualità da limitare il più possibile con le opportune contromisure. Allora vediamo insieme nei paragrafi successivi cos’è, di cosa si occupa e perché è fondamentale per un’organizzazione di lavoro la business continuity.

Trattasi di una disciplina di gestione che permette a una struttura di diventare più resiliente agli incidenti che potrebbero provocare anche la completa interruzione delle attività. Per business continuity si intende quindi la capacità di una struttura di restare operativa a seguito di incidenti che potrebbero minacciare le piene funzionalità, possibili incidenti non solo dal punto di visto informatico. La continuità operativa ha infatti un campo molto ampio e va ben oltre il concetto di sicurezza informatica, in quanto il suo campo di applicazione richiede determinate riflessioni anche su persone, risorse, siti, etc. Oggi la business continuity è uno dei punti chiave ai fini della resilienza organizzativa, contribuendo in maniera molto significativa a migliorare le prestazioni. Stiamo trattando un processo dedito all’identificazione di potenziali minacce alla quale è esposta una struttura, una misura importante per definire le procedure necessarie per garantire una certa resilienza dell’organizzazione in seguito al verificarsi di circostanze contrarie. Attraverso tali modelli di gestione del rischio, un’organizzazione di lavoro dà la percezione all’esterno di maggiore sicurezza e garanzia. Si tratta di misure per mettere al sicuro l’operatività, gli interessi, la capacità produttiva e, in generale, l’immagine e la reputazione di una determinata azienda. Per sintetizzare e spiegare ancora meglio il concetto di business continuity è possibile affermare che un modello simile ha come finalità principale quella di permettere a una struttura di proseguire a erogare prodotti o servizi anche in caso di incidenti o, perlomeno, di consentire le normali attività con una minima riduzione.

A tale scopo, per mettere in campo una valida strategia di business continuity, le organizzazioni di lavoro stilano un piano di continuità operativa: una sorta di manuale delle minacce e delle soluzioni possibili. Linee guida determinanti per prevenire i rischi e per intervenire al meglio nel caso in cui un problema si presenti realmente. Nella stesura di un piano di continuità operativa corretto è chiaramente fondamentale rispettare le singole necessità di ogni struttura. In ogni caso, in linea generale, un buon piano di Business Continuity non può prescindere da alcuni punti chiave:

  • dati dell’organizzazione interessata;
  • individuazione ed elencazione dei reparti aziendali principali, quelli con la maggiore necessità di protezione;
  • analisi delle possibili criticità;
  • identificazione delle misure da attuare in caso di evenienza per garantire la continuità operativa;
  • previsione di un lasso di tempo accettabile entro il quale intervenire per limitare i danni;
  • individuazione di un gruppo di lavoro di business continuity professionalmente preparato ed esperto.

Una volta elencati i punti cardini per un buon business continuity, è bene ricordare anche il ruolo importante ricoperto dal disaster recovery: una misura determinate per garantire un’adeguata sicurezza al capitale digitale di una struttura di lavoro. Mentre il concetto di continuità operativa riguarda la strategia generale, il disaster recovery quindi interessa una parte più delineata e circoscritta. Per essere ancora più chiari, la business continuity è riconducibile alla capacità di un’organizzazione di mantenere una certa funzionalità operativa a qualsiasi livello, non solo cioè dal punto di vista tecnologico: per esempio in seguito a un cambio di sede. Invece, in tutti quei casi in cui una struttura organizzativa è minacciata da rischi di carattere tecnologico interviene il disaster recovery: l’insieme di misure tecnologiche messe in campo per il ripristino di sistemi informatici, dati digitali, etc.

L’erogazione dei servizi e le attività industriali e imprenditoriali potrebbero essere minacciate dal fermo operativo causato da eventi gravi: alluvioni, terremoti, incendi, attacchi informatici, errori umani, etc. Purtroppo un’interruzione del genere dell’attività lavorativa può comportare perdite notevoli di natura finanziaria e l’impossibilità di rispettare gli impegni contrattuali, con conseguenti problemi di immagine e di reputazione. Ecco perché ai giorni nostri la business continuity rappresenta una disciplina opportuna per la gestione del rischio, orientata ad assicurare l’operatività anche in tutti quei casi di criticità. Naturalmente non esistono misure uguali per gestire allo stesso modo eventuali criticità perché ogni organizzazione si presenta diversa dall’altra, tuttavia ci sono buone pratiche in comune dalle quali partire per un’ottima strategia.

Quindi, nonostante l’augurio per ogni struttura sia quello di non dover mai ricorrere a un piano di business continuity, la cosa importante è predisporne uno per essere pronti in caso di eventuali criticità. Spesso, infatti, improvvisare vuol dire provocare errori su errori che non fanno altro che aggravare la situazione e minare considerevolmente la reputazione di una struttura. In definitiva, ogni organizzazione di lavoro e, non solo le imprese leader, ha necessità di stilare un piano di continuità operativa all’altezza della situazione e in perfetta linea con le proprie esigenza. Per concludere, un buon business continuity contribuisce in maniera determinante alla tutela dell’operatività di una struttura perché aiuta a rispondere adeguatamente ad eventuali disastri naturali, a rendere più sicure le informazioni al cospetto di attacchi informatici e a garantire la disponibilità dei dati nel tempo. Con questa guida abbiamo dunque trattato un’altra risorsa fondamentale a disposizione di ogni organizzazione, da sfruttare al massimo con le professionalità adeguate e con investimenti mirati.

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Andrea Masella author