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Search Engine Optimization (SEO)

Molte volte abbiamo sentito parlare di SEO, ma siamo sicuri di conoscerne esattamente il concetto e la realistica funzionalità?

In questi ultimi anni, il grande scossone dato dall’informatica alla società moderna ha introdotto una serie di mezzi e servizi innovativi, oggigiorno molto diffusi e riconosciuti in ogni contesto. Dal mercato del lavoro ai social network, passando per le ricerche studi e per il gaming, l’uso degli strumenti e dei servizi online è ormai diventato quotidiano per molti milioni di utenti di ogni parte del mondo. Una conseguenza naturale degli sviluppi tecnologi degli ultimi decenni, progressi che hanno velocizzato, ottimizzato e semplificato le risorse informatiche. Ai giorni nostri le nuove generazioni e anche quelle più datate si relazionano con il mondo del web con un’assiduità disarmante, proprio perché ne riconoscono la qualità dei servizi e la loro funzionalità.

Tuttavia, nonostante uno sviluppo radicale delle risorse informatiche e un utilizzo frequente da parte di un numero indefinito di utenti, non tutti conoscono alla perfezione il significato di alcuni vocaboli informatici. Ad esempio, molte volte abbiamo sentito parlare di SEO, ma siamo sicuri di conoscerne esattamente il concetto e la realistica funzionalità? Con questa guida proveremo a spiegare le caratteristiche principali della SEO, a trattare l’argomento con informazioni di carattere generale senza scendere nei particolari. Lo faremo con parole semplici per non appesantire la lettura e per favorire la comprensione da parte anche dei lettori meno preparati sulla materia. Passiamo quindi ai paragrafi successivi per conoscere da vicino cosa è e perché è fondamentale la Search Engine Optimization (SEO) al mondo d’oggi.

INFORMAZIONI DI CARATTERE GENERALE

Nel campo del web marketing la Search Engine Optimization (SEO) è diventata una disciplina importante, in quanto può definirsi un buon investimento per dare visibilità ai siti web all’interno dei motori di ricerca. Trattasi di un ramo del web marketing che si interessa dell’ottimizzazione dei siti web per i motori di ricerca. Possiamo descrivere la SEO come l’insieme delle strategie e delle tecniche che consentono la presenza e la visibilità di un sito web tra i risultati dei motori di ricerca. La finalità dell’attività della Search Engine Optimization è quella di scalare posizioni sulle pagine dei risultati dei motori di ricerca, in maniera da incuriosire e attirare le attenzioni degli interessati a determinati servizi, informazioni o prodotti, con contenuti attinenti. L’attività SEO ha quindi ai giorni nostri una rilevanza essenziale per gli utenti, molti dei quali quotidianamente impegnati nelle ricerche di notizie di interesse. Per cercare servizi, prodotti e informazioni di qualsiasi natura in tanti utilizzano i motori di ricerca, nel nostro Paese come all’estero. Una buona posizione sulle pagine dei risultati, specialmente di Google, vuol dire la garanzia di un alto traffico di utenti. La grande potenza di una disciplina come la SEO sta proprio nel fatto che trattasi di uno strumento che consente di far trovare in brevissimo tempo agli utenti ciò che stanno ricercando realmente. Gli utenti utilizzando il sistema Search Engine Optimization possono soddisfare le proprie necessità e conoscere velocemente contenuti di qualità e attinenti alla ricerca effettuata.

Il posizionamento dei siti web sui motori di ricerca può essere indirizzato a strutture che operano in una zona circoscritta (hotel, ristoranti, negozi, etc.), con lo scopo di dare un maggiore risalto a un’attività commerciale in una specifica area geografica, oppure l’obiettivo del posizionamento è quello di dare visibilità a un sito su tutto il territorio nazionale. In questo ultimo caso, il sito viene posizionato su una scala molto ampia, andando ad interessare un mercato di dimensioni nettamente superiore rispetto a quello locale. Poi ci sono i posizionamenti mirati al raggiungimento dei mercati internazionali e ai clienti di ogni parte del mondo. Trattandosi di un’attività con l’obiettivo di arrivare ai mercati esteri deve prevedere naturalmente anche un’organizzazione delle lingue sul sito web. Inoltre, esiste l’attività SEO sviluppata per il posizionamento di un e-commerce su un motore di ricerca. In quest’ultimo caso, la strategia da seguire non deve limitarsi a garantire al sito esclusivamente una maggiore visibilità perché il fine deve essere anche direttamente riconducibile alla vendita.

Indipendentemente dal raggio di azione di un’attività del genere, la Search Engine Optimization comprende determinate azioni per favorire l’aumento del traffico dei siti web. Per un’ottimizzazione SEO soddisfacente rivestono un ruolo determinante anche i contenuti. Per realizzare dei contenuti convincenti e autentici è opportuno prevedere bene gli obiettivi. Cioè le finalità che i contenuti devono provare a conseguire: contatti commerciali, lettori nuovi, etc. Realizzare dei buoni contenuti in ottica Search Engine Optimization è un ottimo punto di partenza per valorizzare un’attività. Si tratta di pagine da sviluppare per rispondere alle necessità degli utenti attraverso la consultazione dei motori di ricerca. Dei contenuti sviluppati in maniera Search Engine Optimization generalmente sono comprensivi di presentazioni di servizi e prodotti, comunicati stampa, guide, articoli per i blog e video. La cosa fondamentale è dunque quella di intercettare le necessità del pubblico di interesse, per la produzione di materiali tali da attirare la curiosità dei potenziali clienti e scrivere dei contenuti SEO di alta qualità. Stiamo parlando di contenuti caratterizzati dall’originalità e distinti da quelli dei concorrenti, in linea con i bisogni del target di riferimento e di assoluto valore. In questa direzione devono essere gradevoli da consultare e realizzati da rendere la lettura meno pesante, magari con l’introduzione di video e immagini. Sviluppati dei contenuti di qualità e originali è anche importante renderli facili da individuare. Per questo motivo meglio posizionare gli articoli del blog vicini alla Home Page, in modo tale da raggiungerli rapidamente con pochi click.

CONCLUSIONI

La Search Engine Optimization è per i giorni nostri una grande risorsa perché in grado di garantire ricerche veloci e pertinenti, uno strumento che rappresenta un ausilio importante per gli utenti del web. In poche parole, quel sistema grazie al quale a una domanda corrisponde una risposta soddisfacente. La SEO è quell’insieme di pratiche e strategie realizzate per migliorare la visibilità dei siti web attraverso un posizionamento ottimale nei motori di ricerca. Trattasi di pratiche diverse che interessano diversi elementi dei siti web: dalla struttura ai contenuti testuali. Inoltre, la Search Engine Optimization presuppone un’impostazione dei siti web intuitiva e non troppo complessa. Per finire, i presupposti per sfruttare al meglio una preziosa risorsa come la SEO ci sono tutti, l’importante è conoscerli e metterli bene in pratica.

Malware

Con il termine malware (software dannoso) il richiamo è a ogni tipo di software in grado di procurare danni, realizzato con il fine di infettare un dispositivo mobile o un computer fisso. Un software vera e propria fonte di disturbo, per gli utenti che subiscono danni ai loro dispositivi in maniera subdola. Esistono in circolazione diversi malware che comprendono soprattutto phishing, adware, spyware, virus, ransomware, worm e trojan. In linea di massima, questi software dannosi, fanno accesso ai dispositivi elettronici attraverso i sistemi di posta elettronica e la rete Internet. Inoltre, i malware hanno anche la capacità di sfruttare file musicali, barre degli strumenti e demo di videogiochi o qualunque altro materiale da scaricare dal web senza un’adeguata protezione di sicurezza. I sintomi per riconoscere un attacco malware sono da ricondurre alla lentezza del computer e a continui inconsueti arresti.

Sicurezza delle informazioni

Molto più che in passato, oggi la sicurezza delle informazioni è una tematica chiave ai fini dell’ottimizzazione di un’organizzazione di lavoro. Una maggiore attenzione giustificata dal fatto che ai giorni nostri il flusso di informazioni è più veloce e massiccio rispetto a qualche decennio fa, quando non esistevano i canali informatici di trasmissione. Di questi tempi ogni giorno viaggiano online milioni e milioni di informazioni, da tutelare al massimo per impedire che la loro segretezza in qualche modo venga pericolosamente intaccata. Particolarmente interessate all’argomento sono le aziende e le Pubbliche Amministrazioni, impegnate con risorse umane e finanziarie per difendere le informazioni da attacchi esterni o da perdite dovute ad altra natura.

Per comprendere ancora di più l’importanza della sicurezza delle informazioni è sufficiente conoscere qualche dato sugli investimenti fatti in questa direzione, soprattutto da parte delle grandi imprese. Trattasi di somme ingenti di denaro investite proprio perché oggi garantire la sicurezza delle informazioni è una questione importante per massimizzare la produzione e i profitti. Fatte le opportune premesse, di seguito scendiamo nei dettagli per capire meglio l’argomento di questa guida, diventato ancora più importante con l’entrata in vigore del GDPR, il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati. Passiamo quindi a vedere l’argomento trattato, la corretta politica da seguire e i problemi ancora esistenti.

Interessarsi alla sicurezza delle informazioni non significa solamente allontanare le minacce contro le infrastrutture aziendali, ma vuol dire anche proteggere adeguatamente le persone e la loro privacy. Ecco la necessità di esercitare un controllo sulle informazioni capillare e condotto con sistemi di sicurezza sofisticati ed efficaci. Nonostante gli sforzi fatti e le risorse umane ed economiche impegnate però le segnalazioni all’Autorità Garante sono ancora tante. Colpevoli gli incidenti informatici e gli errori umani, ostacoli non ancora del tutto superati e che mettono a serio rischio la sicurezza delle informazioni. Incidenti solo in parte da attribuire agli enormi carichi di lavoro delle unità operative e al grande flusso di informazioni, in quanto il settore della sicurezza ha l’obbligo di rispondere in maniera del tutto efficace alla richiesta di sicurezza.

Criticità da affrontare con corretti sistemi e le giuste capacità professionali perché soprattutto le grandi aziende sono esposte a molti rischi. Per un’azienda del genere, e non solo, una fuga o una perdita di informazioni vuol dire tanto e comporta, il più delle volte, perdite ingenti sotto il profilo economico e di credibilità. Per tali ragioni le strutture aziendali, soprattutto quelle divise in gruppi di lavoro, con filiali sparse sul territorio nazionale e anche estero, sono dotate di veri e propri reparti IT con personale qualificato e debitamente formato. Aziende che hanno investito tanto e continuano a investire nella informatizzazione dei processi, una maniera opportuna per tenere sotto la lente di ingrandimento le informazioni fondamentali per la produzione e il volume di affari. Un impegno costante per implementare le misure di protezione di dati, il loro controllo, il loro aggiornamento e per allontanare il più possibile i rischi. Un discorso legato principalmente alle informazioni che viaggiano online con sistemi particolarmente innovativi, questi ultimi comunque non impossibili da violare viste, purtroppo, le continue strategie studiate a tavolino da parte dei malintenzionati (hacker, cyber criminali, etc.). E non è tutto, in quanto poi ci sono le fughe di notizie attribuibili alla leggerezza umana: username e password non custodite bene o neanche impostate sui dispositivi elettronici. Leggerezze all’apparenza abbastanza improbabili, eppure i casi non mancano neanche in un periodo come questo dove la sicurezza delle informazioni è diventata una grande priorità. In quest’ottica, basta ricordare, ancora una volta per rinfrescare la memoria, il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR). Il regolamento dell’Unione Europea in materia di trattamento dei dati personali e di privacy adottato il 2016.

Per un’azienda la definizione di una corretta politica per la gestione della sicurezza delle informazioni è dunque un ottimo punto di partenza per l’intera struttura organizzativa. Una politica da intraprendere in questa logica deve comprendere:

  • la definizione corretta della sicurezza delle informazioni per rispondere agli obiettivi dell’azienda e ai dettati normativi sulla protezione dei dati e sulla privacy;
  • i principi di azione per proteggere i dati personali;
  • una dettagliata descrizione delle procedure propedeutiche alla gestione della sicurezza delle informazioni e dati personali;
  • l’assegnazione al personale di ruoli e responsabilità;
  • la valutazione dei rischi.

Una politica aggiornata e corretta deve essere ovviamente corredata anche dalla giusta documentazione. Stiamo parlando di documenti importanti per regolare i comportamenti da tenere ai fini della sicurezza delle informazioni e l’utilizzo dei mezzi aziendali connessi al loro trattamento. Regolamenti da aggiornare di frequente e da distribuire agli incaricati e ai soggetti interessati. Regole che possono includere le modalità di classificazione delle informazioni, le regole per il trattamento dei dai, di accesso alle informazioni, sull’utilizzo dei PC, di Internet, della posta elettronica e, in generale, delle dotazioni tecnologiche di un’azienda.

Generalmente quando si parla di dati non strutturati ci si riferisce alle informazioni riportante all’interno dei documenti di testo e all’interno di fogli elettronici, in file che viaggiano in base a delle modalità non sempre ben definite. Documenti realizzati di frequente in un’unità organizzativa dove c’è la necessità di elaborare una grossa quantità di dati. Non sempre però le informazioni generate e riportate su tali documenti di testo e sui fogli elettronici vengono conservate opportunamente e trasmesse secondo dei precisi canoni di sicurezza.

Un contesto simile quindi risulta ancora un serio problema per la sicurezza e il totale rispetto della normativa vigente. Questo perché, molte volte, a dispetto di documenti molto importanti ai fini aziendali, non vengono messe in campo logici criteri per garantire agli stessi la massima sicurezza. Ecco allora che siamo di fronte a un’altra sfida per il futuro, da portare avanti con impegno, denaro, professionalità e tanto senso di responsabilità da parte di tutti. Fin quando non entra nella testa di tutti che la sicurezza delle informazioni è un aspetto di assoluta importanza per un’unità organizzativa di lavoro, i malintenzionati avranno vita facile. Gli sforzi devono continuare nonostante gli innegabili passi in avanti fatti finora, in quanto una materia fondamentale e di comune interesse come la sicurezza delle informazioni non va mai abbandonata. Sforzi che devono comprendere l’impegno di tutti: dai singoli utenti alle grandi imprese devono continuare ad essere tutti coinvolti.

Blockchain

La rivoluzione digitale ha prodotto in tempi relativamente brevi una lunga serie di novità tecnologiche e nuovi vocaboli. In questi ultimi anni una delle parole più gettonate in ambito tecnologico è Blockchain, un termine che letteralmente vuol dire catena di blocchi. Ognuno di noi almeno una volta nella vita ha sentito parlare durante un dialogo di Blockchain, probabilmente però senza entrare nel dettaglio del reale significato di questa parola. Un errore perché oggi, in una società votata alla grande verso i sistemi digitali, la Blockchain riveste un ruolo principale e su cui porre la massima attenzione. Fatte le doverose premesse del caso, proviamo con questa guida a spiegare cos’è la Blockchain e perché viene ritenuta una rivoluzionaria tecnologia. Un compito non facile, ma possibile con un linguaggio non troppo complesso per alleggerire la lettura e per permettere la comprensione dei concetti anche a chi non ha una grande dimestichezza con il mondo informatico. Allora andiamo avanti per capire l’argomento trattato: significato, funzionamento, campi di applicazioni e benefit principali.

Blockchain, questa nuova tecnologia, trattasi di un registro digitale nel quale le voci vengono raggruppate in blocchi concatenati secondo un ordine cronologico. La tecnologia Blockchain va immaginata come una grande banca dati condivisa, alla quale è possibile aggiungere nuovi blocchi e a cui tutti hanno accesso. Una banca dati non modificabile con un livello alto di sicurezza garantito dalla crittografia. Agli inizi la Blockchain era direttamente collegata al Bitcoin e al settore delle criptovalute, utilizzata con lo scopo di controllare le transazioni e per scongiurare le frodi. Un campo di applicazione piuttosto ristretto che ben presto ha conosciuto nuovi orizzonti, con la Blockchain allargata ad altri fondamentali ambiti applicativi come i settori dell’industria e degli istituti bancari. L’applicazione della Blockchain al solo campo delle criptovalute quindi è solo un lontano ricordo, oggi la tecnologia viene usata per attestare le provenienze dei prodotti alimentari, per la sicurezza di contratti e voti online, e tanto altro ancora. Un bel salto in avanti accettato molto volentieri in ambito tecnologico, con notevoli consensi a livello internazionale.

Detto in maniera ancora più semplice e comprensibile, una tecnologia Blockchain è sostanzialmente una serie di registrazioni di dati non modificabile, nella quale ciascun blocco di dati è vincolato all’altro con l’uso di principi di crittografia. Un sistema sicuramente geniale per trasferire dati da A a B automaticamente e con elevati livelli di sicurezza. Per definizione una tecnologia in continua crescita, che difficilmente conoscerà freni nel prossimo futuro, anche se non senza qualche problema da risolvere. Stiamo parlando dunque di un sistema a blocchi che non consente alcuna modifica, una volta che un blocco viene aggiunto a un altro. Una vera e propria sorta di catena immodificabile: per modificare qualcosa va aggiunto un blocco sopra il precedente.

Analizzato il concetto, facciamo un deciso passo in avanti per comprendere come funziona la Blockchain e i campi interessati da questa tecnologia. Per semplificare la comprensione del funzionamento di questa tecnologia è necessario conoscere nodi e miner. I nodi sono i computer della rete che hanno scaricato nella loro memoria la tecnologia Blockchain, mentre i miner hanno il compito di controllare le transazioni tramite una complessa procedura di validazione. Il protocollo di validazione quindi rappresenta l’aspetto vitale della tecnologia Blockchain, in quanto da questo elemento dipendono la sicurezza e la velocità di tutta la catena. Dal punto di vista tecnologico, in tale ambito si riscontrano le diverse Blockchain. Anche se, non per forza un protocollo è migliore rispetto a un altro, dipende molto dal campo di applicazione in cui viene usata questa speciale tecnologia. Inoltre, il fatto che le informazioni vengano tutte crittografate, allontana i rischi di frode. Dalle origini ad oggi l’utilizzo della tecnologia Blockchain ha conosciuto uno sviluppo enorme, ai giorni nostri i campi di applicazione sono tanti. Per comprensibili ragioni ne citeremo solo alcuni, con la certezza però che dal settore delle criptovalute ad oggi il salto in avanti in termini di utilizzo è stato triplo.

Dai trasferimenti in denaro, effettuati con il supporto di criptovalute, senza addebiti e in maniera sicuro, al mondo della sicurezza, ai giorni nostri gli usi della Blockchain sono diversi. Dal punto di vista della sicurezza informatica sappiamo come in questi tempi il tema sia particolarmente dibattuto, in quanto il mondo della tecnologia è molto esposto purtroppo a criminali informatici e alla violazione della privacy. In tal senso, è sempre un bene ricordare il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) 2016/679 dell’Unione Europea. Un dettato legislativo voluto dalla Commissione Europea che tiene conto anche delle innovazioni digitali per rafforzare il concetto della necessità di proteggere adeguatamente i dati sensibili e il bisogno di uniformare la normativa tra i vari Paesi. In uno scenario simile la tecnologia Blockchain diventa un essenziale strumento per il controllo dei dati e delle informazioni. Anche perché, come già descritto, quello che viene aggiunto alla Blockchain resta al suo posto in maniera immutabile. Questo vuol dire che non si possono alterare le identità, in quanto nel registro esiste una identità sola per ciascuna persona. Allo stesso tempo, la paternità di uno scritto non può essere messa in discussione se a confermarla sono migliaia di attendibili fonti. La Blockchain è un’altra tecnologia estremamente importante per la difesa dei dati, messi a rischio continuamente da continui attacchi informatici. La protezione delle informazioni, molto più che in passato, di questi tempi è una necessità ricorrente alla luce dei tanti tentativi di furto dei dati portati avanti con maligna destrezza dagli hacker. La Blockchain è una risorsa tecnologica utile anche per l’archiviazione in cloud, per immagazzinare grandi quantità di informazioni. I dati criptati vengono memorizzati in pezzi piccoli sui dispositivi della rete in maniera sicura. L’utilizzo della Blockchain interessa anche il campo della comunicazione, utile infatti per la fornitura di un sistema di comunicazione tra i computer appartenenti a un’organizzazione di lavoro, e il mondo della produzione e della distribuzione dei prodotti. In questi ultimi casi la tecnologia serve per conoscere anche eventuali difetti dei prodotti e per dimostrare la provenienza degli stessi. Infatti, l’implementazione degli smart contract dentro la tecnologia Blockchain, ha cambiato lo scenario evolutivo di questa risorsa portando la Blockchain nelle aziende. Stiamo parlando di diversi campi industriali.

Riepilogando, la tecnologia Blockchain è utilizzata, tra l’altro, nei seguenti ambiti:

  • tutela dei diritti d’autore e registrazione brevetti;
  • applicazione nel campo delle criptovalute e in altri campi della finance;
  • applicazione in campo aziendale, con la visibilità in real time di ciascun passaggio fatto dai prodotti all’interno di una catena di fornitura, un processo possibile per effetto dell’implementazione degli smart contract.

Naturalmente la tecnologia Blockchain riveste un ruolo importante nel mondo del lavoro a seguito di precise caratteristiche:

  • digitalizzazione: con tale tecnologia, dalle valute alle varie documentazioni tutto viene trattato in maniera digitale;
  • sicurezza: il processo di crittografia rende invariabile i blocchi inseriti nella relativa catena, le informazioni non sono modificabili;
  • affidabilità: i blocchi sono aggiunti alla catena cronologicamente, un ordine non modificabile. Caratteristiche che tutelano i dati da eventuali perdite, in quanto al momento del danneggiamento di uno dei nodi dove la catena è stata salvata, gli altri nodi continuerebbero regolarmente a funzionare garantendo la stabilità della catena senza perdite di informazioni;
  • velocità: l’assenza di un’entità centrale per la validazione e il carattere totalmente digitale abbattono le tempistiche di esecuzione e controlli.

La tecnologia Blockchain, come visto, è stata realizzata in un primo momento per il tracciamento delle operazioni in Bitcoin, con il chiaro fine di scongiurare i rischi di frodi, tracciando ciascun movimento fatto in rete. Un utilizzo che man man è andato crescendo interessando molti altri ambiti. Un successo riconosciuto da importanti esponenti del mondo dell’informatica a livello internazionale. Siamo al cospetto di un potenziale enorme garantito da questa tecnologia, un contributo notevole anche in relazione al risparmio di carta. La Blockchain è una scommessa condivisa da qualche tempo da diverse aziende di molti Paesi, lo dimostrano gli ingenti investimenti di denaro fatti in tale direzione. Tuttavia, non mancano gli inviti alla prudenza fatti alle imprese, come succede ogni volta che si fanno i conti con nuove sperimentazioni. Infatti, al di là dei benefit portati dalla tecnologia Blockchain in fatto di trasparenza, sicurezza e velocità all’interno dei vari settori, è comunque importante effettuare specifici affidabili test per qualunque tipo di uso prima della decisione finale. Una raccomandazione valida evidentemente prima di utilizzare qualunque sistema da applicare a un determinato settore e a cui affidare fondamentali funzioni.

Nel nostro Paese, alcuni dati statistici hanno confermato l’avvio da parte di alcune aziende di progetti che usano la tecnica della catena, mentre altre imprese sono pronte a farlo in un prossimo futuro. Dati arrivati da autorevoli fonti che hanno sancito la fondatezza e la rilevanza della
Blockchain, dunque della tecnologia a catena. Per continuare sulla falsa riga del successo riconosciuto a tale tecnologia anche dal nostro Paese, basta ricordare come l’Italia sia uno dei Paesi europei che finora ha investito di più nella Blockchain. In realtà, per uno Stato, non stiamo parlando affatto di cifre monstre ma comunque di investimenti in decisa crescita. Uno scenario italiano comunque ancora lontano dalla totale affermazione della tecnologia Blockchain, in quanto in termini di percentuali le aziende italiane che conoscono le applicazioni della tecnologia sono ancora poche. Pochine ma, con ogni probabilità, destinate a crescere visti i benefit assicurati dalla Blockchain e il grande successo raggiunto in passato nel campo delle criptovalute.

Quando nella tecnologia Blockchain c’è il bisogno di provvedere a un aggiornamento del protocollo si usa il termine “fork” (biforcazione). Un aggiornamento utile per separare la tecnologia Blockchain, da distinguere in hard fork e soft fork. Di seguito vediamo la differenza:

  • hard fork: una netta e fissa divergenza nella catena. Per i nodi non aggiornati secondo il protocollo nuovo non è possibile validare i blocchi realizzati appunto con il protocollo nuovo. Detta in maniera semplice, la versione nuova del software non è compatibile con la versione superata e ciò vuol dire che viene realizzata una Blockchain nuova;
  • soft fork: in questo caso si fa riferimento non a una divergenza permanente ma a una divergenza temporanea, con la versione nuova del software compatibile con la versione e vecchia. Di conseguenza, i nodi vecchi saranno perfettamente capaci di effettuare la validazione dei blocchi nuovi.

La necessità di un fork va riscontrata nell’importante bisogno di ottimizzare al massimo le prestazioni della tecnologia Blockchain, anche alla luce del problema della scalabilità.

La tecnologia Blockchain è un’altra risorsa digitale per il miglioramento di importanti servizi per diverse organizzazione di lavoro e anche in fatto di sicurezza informatica. Quest’ultimo, un aspetto da attenzionare sempre con molta cautela perché gli attacchi informatici crescono e contestualmente aumenta il bisogno di mezzi e competenze per contrastare efficacemente il fenomeno. Per le aziende un furto di dati sensibili può rappresentare una serie di problemi lunghissima, a partire dai danni economici per arrivare alla perdita di credibilità. Un pericolo da allontanare il più possibile, anche con l’ausilio della Blockchain. Una tecnologia innovativa riconosciuta da più parte ma comunque ancora in fase di lancio per diversi Paesi. Anche in Italia, infatti, il numero di aziende che utilizzano la tecnologia Blockchain è ancora abbastanza basso. Probabilmente un numero contenuto giustificato anche da una tecnologia relativamente nuova e non ancora con una grande storia alle spalle. L’intento di questa guida è stato quello di spiegare in maniera non troppo complessa la natura, le funzioni e le caratteristiche principali della Blockchain, un modo per avvicinarci a questa tecnologia in via di espansione.

Scam

Lo scam non è altro che un tentativo mirato a rubare importanti dati o denaro a vittime totalmente ignare. Un raggiro che può essere perpetrato nella vita reale o online. Un piano ben sviluppato per tentare di truffare le vittime puntando sulle loro debolezze. In pratica, con lo scam i truffatori puntano all’instaurazione di rapporti fiduciari con le vittime, per convincerle a versare anticipatamente somme di denaro o a confidare dati e informazioni delicate. Un rapporto di fiducia da consolidare a distanza e interrompere immediatamente appena raggiunto lo scopo. I cosiddetti scammer, una volta analizzato il profilo della vittima individuata, basano le loro tattiche su mezzi tecnologici e convincenti tecniche. Identificato lo scenario sul quale agire (es: economico, contesto sentimentale o lavorativo), gli scammer iniziano con un vero e proprio adescamento con il supporto di chat, email e social network.

Cybercrime

I cybercrime o reati informatici consistono in attività criminose caratterizzate dall’abuso della tecnologia dell’informazione, software e hardware. Stiamo parlando di una categoria estesa di attività criminose che comprende la diffusione di virus, il furto di identità, lo spionaggio industriale e tanto altro ancora. Un’area criminale in crescita a livello internazionale, con minacce informatiche di molteplici tipologie ad aziende e privati. Un tempo opera esclusiva dei singoli hacker, oggi il cybercrimine coinvolge anche vere e proprie organizzazioni criminali. La definizione di crimine informatico, in linea generale, può essere ricondotta a un’attività criminale che interessa la struttura della tecnologia dell’informazione, inclusi gli accessi illegali, le intercettazioni, l’utilizzo illecito dei dispositivi elettronici, i furti identità, le contraffazioni, le frodi informatiche, etc. Dai messaggi offensivi via email alla pubblicazioni di video diffamatori, i reati informatici possono assumere svariate forme. Purtroppo, l’individuazione degli autori di reati online è molto complicata perché, in una rete come Internet, con l’enorme quantità di traffico, risalire ai responsabili è un compito piuttosto difficile.

Brute Force

Gli attacchi informatici brute force si manifestano per individuare una password, con la prova delle combinazioni possibili di lettere, numeri e caratteri speciali. Da questa spiegazione è facilmente comprensibile come si tratti di un maligno processo che richiede un grande impegno, un massiccio numero di tentativi e un notevole dispendio di energie e di tempo. Gli attacchi brute force si utilizzano dunque per cercare una chiave di un sistema che fruisce di un algoritmo, vale a dire di un processo che segue precisi passi per effettuare cifrature e decifrature. Con un attacco del genere è possibile recuperare qualsiasi tipologia di password: password per accedere a facebook, per accedere a gmail, per accedere ai servizi finanziari, etc. Praticamente, un attacco a forza bruta, si sviluppa con la prova delle combinazioni possibili, fino a quando non si identifica la combinazione corretta. Trattasi, chiaramente, di prove effettuate attraverso l’utilizzo di un software e il tempo della riuscita dell’attacco dipende dalla lunghezza e dalla complessità delle password. Meno lunga e complessa è una password più è facile portare a termine un attacco brute force.

Virtual Private Network (VPN)

Con la larga e veloce diffusione dei servizi telematici e con milioni di utenti quotidianamente collegati alla rete per intere ore, la privacy e la sicurezza dei dati sono messe a dura prova. Per rispondere efficacemente alla tutela delle informazioni esiste la VPN (Virtual Private Network), una rete privata che assicura anonimato e sicurezza tramite un riservato canale di comunicazione: tunnel VPN. Ma vediamo nei paragrafi successivi cos’è realmente una VPN, come funziona e perché è importante.

La VPN è dunque una rete privata virtuale, in quanto i dispositivi appartenenti alla rete possono essere dislocati in qualunque posto e non per forza essere direttamente collegati a una stessa LAN locale. Un servizio di rete utilizzabile per criptare il traffico e per tutelare le identità online. In campo aziendale, una Virtual Private Network, è paragonabile a una estensione della LAN e consente il collegamento dei siti della stessa azienda dislocati sul territorio in modo assolutamente sicuro. L’uso delle VPN è riconducibile principalmente agli ambiti aziendali e alle pubbliche amministrazioni, specie per l’opportunità di contenere i costi al momento di realizzare una propria rete fruendo regolarmente dell’infrastruttura di una rete pubblica. Un utilizzo comunque non affatto esclusivo perché la Virtual Private Network viene preferita anche da diversi utenti privati, coscienti in questo modo di scambiare dati online senza restrizioni e in modo totalmente sicuro. Diversi provider, tra i servizi disponibili, danno la possibilità di fare una scelta dei protocolli da usare per la connessione: server VPN allestito all’interno della rete privata/aziendale o invece collegandone uno gestito da terzi. In ogni caso, indipendentemente dalla scelta del protocollo da utilizzare, una VPN è importante in quanto le informazioni che girano su Internet, senza un’ottimale protezione, possono essere intercettate attraverso le tecniche di sniffing da chiunque e per fini differenti, anche cioè per scopi di natura fraudolenta.

Le reti virtuali VPN si distinguono in reti ad accesso remoto e in reti site-to-site. Con la connessione ad accesso remoto gli utenti possono accedere, attraverso la rete internet, a un server su una rete privata. È il caso, ad esempio, dello smart working. Una tipologia di connessione paragonabile a un collegamento tra il server di un’azienda e un Personal Computer client VPN. Invece la connessione site-to-site viene usata per la connessione in una rete privata, con l’apporto sempre di una rete pubblica, di uffici dislocati in varie sedi, permettendo il routing e garantendo comunicazioni sicure. In un contesto del genere, tutte le sedi avranno un router dedicato, permettendo la condivisione dei dati con le sedi remote in maniera sicura e trasparente.

È possibile differenziare la rete VPN site-to-site in due sotto categorie:

  • Virtual Private Network-Intranet:
    quando c’è l’unione di più sedi di una medesima azienda;
  • Virtual Private Network-Extranet:
    quando ad essere unite all’organizzazione sono aziende esterne.

Visto che l’infrastruttura di rete usata dalle Virtual Private Network è Internet, naturalmente servono gli accorgimenti per il superamento dei limiti che caratterizzano una pubblica rete priva di protezione: tunneling, autenticazione e crittografia. Misure indispensabili ai fini della protezione e della sicurezza dei dati. Con il meccanismo del tunneling è prevista l’instaurazione di un sicuro tunnel tra due remote entità, abilitate alla realizzazione di una VPN. A loro volta, le estremità del tunnel, nel corso del logico procedimento, diventano adiacenti virtualmente. Le informazioni, una volta arrivate all’entrata del tunnel, anche se facenti parte di diversi protocolli, vengono imbustate ulteriormente dal protocollo di tunneling e poi inviate sulla rete verso l’uscita, dove raggiungono la destinazione, una volta rimosso l’imbustamento.

Dalla tipologia di protocollo dipende invece il procedimento di autenticazione. Un processo utile ai fini dell’autorizzazione all’accesso e per garantire la trasmissione delle informazioni. Al di là del tipo di Virtual Private Network utilizzato, per connettere un client e il server ci sono diversi passaggi da fare. Fasi che possono essere così riassunte:

  • il server viene contattato dal client;
  • il server dà notifica della presenza;
  • al server viene richiesta l’identificazione da parte del client;
  • il server controlla la corretta autorizzazione in seguito alla prova di connessione;
  • il server, una volta effettuato il controllo, concede l’autorizzazione alla comunicazione con il client;
  • comincia così la comunicazione tra le parti.

Tutti passaggi necessari ai fini di una corretta autenticazione.

Per la riservatezza dei dati e, per la trasformazione delle informazioni leggibili tramite un algoritmo digitale in informazioni codificate, è invece indispensabile la crittografia. Dal protocollo utilizzato dai fornitori dei servizi dipende la tipologia di cifratura. Per quanto riguarda gli algoritmi necessari per la cifratura, essi si differenziano in asimmetrici e simmetrici.

Riassumendo, una VPN è molto indicata per una connessione sicura tra gli utenti e internet. Con la Virtual Private Network, il traffico delle informazioni passa tramite un tunnel criptato. Per effetto di tale meccanismo gli utenti beneficiano dell’anonimato, in quanto gli indirizzi IP e le posizioni non sono più visibili, il tunnel allontana gli hacker e rende i dispositivi meno vulnerabili. Inoltre, usando i differenti indirizzi IP, è possibile l’accesso a siti e servizi altrimenti bloccati. A caratterizzare una VPN sono dunque tre elementi principali: privacy, sicurezza e libertà. Una VPN assicura la massima sicurezza di navigazione in quanto cripta totalmente il traffico online. Questo perché, prima che il traffico dati arrivi al server, viene instradato in un tunnel con livelli di sicurezza altissimi. Difficile in questo modo per i malintenzionati intercettare le informazioni degli utenti. Parallelamente gli indirizzi IP degli utenti vengono nascosti al momento della connessione con il server Virtual Private Network, e si tramutano nell’IP del server. Per finire, la maggiore libertà assicurata da una VPN è riconducibile al fatto che permette la connessione a server di ogni parte del mondo.

Telematica

Ai giorni nostri spesso ci confrontiamo con le nuove tecnologie, con nuove modalità di servizi e con sistemi informatici che hanno velocemente mandato in cantina molte delle abitudini del passato. La stragrande quantità di attività passano ormai attraverso i nuovi processi tecnologici, con vantaggi di natura diversa e soprattutto da interpretare in fatto di velocità dei servizi, efficienza e riduzione dei costi. Da questo punto di vista una grossa mano arriva dalla telematica, una parola sentita frequentemente ma della quale non di rado non si conoscono le sue esatte origini.

In effetti, quando parliamo di telematica, ci riferiamo a quel termine nato dalla necessità di unificare le metodologie e le tecniche dell’informatica con quelle delle telecomunicazioni, per l’integrazione dei sistemi di elaborazione e trasferimento a distanza delle informazioni. Un vocabolo dunque originato dalla fusione di due termini: informatica e telecomunicazione. Una volta risaliti velocemente alle origini della telematica, concentriamoci al meglio per capire le caratteristiche e i campi di applicazione della telematica. Lo faremo con un linguaggio semplice e con informazioni di natura generale, in modo tale da rendere i concetti più facilmente comprensibili e per non cadere in troppi tecnicismi. Di seguito andiamo quindi a conoscere la grossa utilità dei servizi telematici e i progressi fatti da una preziosa risorsa come quella della telematica.

Come visto, è dunque possibile definire la telematica come la disciplina interessata ai sistemi derivanti dall’utilizzo congiunto dei sistemi informatici e delle tecnologie delle telecomunicazioni. In buona sostanza, la telematica è quel ramo che si occupa delle tecnologie informatiche nel campo delle telecomunicazioni. Nata con le prime reti per il trasferimento delle informazioni tra elaboratori elettronici, la telematica ha avuto un progresso dovuto principalmente all’introduzione della commutazione a pacchetti e alla digitalizzazione. Per rendere il concetto ancora più chiaro è sufficiente fare alcuni esempi, richiamando i più comuni campi di applicazione della telematica: terminali della lettura delle carte di credito, sportelli bancomat e fax. Le reti telematiche servono a connettere tra loro diversi computer tramite cavi telefonici, fibre ottiche, ponti radio etc. Una rete del genere permette il transito di una grossa mole di informazioni in tempi velocissimi. Un computer, regolarmente collegato a una rete, può fare accesso a dati residenti su altri computer e usare fax e stampanti collegati ad altri dispositivi elettronici.

I progressi della telematica fanno sentire forte la loro voce sul campo industriale, commerciale e sui servizi. Le tecnologie telematiche hanno e stanno cambiando drasticamente le nostre abitudini, consentendo il trasferimento veloce e a distanza dei dati e la gestione in comune di una lunga lista di attività. Aumenta con velocità impressionante il numero di utenti che attraverso la rete Internet e le altre reti telematiche scambiano informazioni con utenti che vivono dall’altra parte del pianeta. Un’ulteriore testimonianza di un entusiasmo e di una fiducia incontrastata da parte degli utenti nei confronti delle tecnologie telematiche. La World Wide Web (WWW) è diventata familiare a tutti e la consultazione del web è ormai un’abitudine consolidata per tutti noi. Il ramo della telematica è comunque complesso, vasto e in continua espansione, in virtù di un’evoluzione senza freni di nuove soluzioni telematiche per processare qualunque informazione (video, voce, dati) e al fine della fornitura di servizi di tele amministrazione, di tele educazione, commercio elettronico e di tutta un’altra serie di servizi fondati sulla TV digitale e sul Web. Moltissimi sono dunque oggi i servizi proposti e garantiti dalla diffusione capillare della telematica: dai servizi di pubblica utilità a quelli per la comunicazione interpersonale, dai servizi telematici dedicati al tempo libero fino al telelavoro.

Passi in avanti giganteschi che hanno coinvolto e di cui hanno beneficiato tutti i campi, compresa un’attività delicata e di pubblico interesse come quella della medicina. La telematica ha portato anche un contributo determinante all’automazione degli uffici pubblici e privati, con l’attuazione di processi di integrazione e omogeneizzazione. Invece, lo sviluppo dei corrispettivi elettronici ha comportato dei precisi benefit per gli operatori economici. Il vecchio registro è andato in pensione per fare spazio all’archiviazione elettronica dei dati e al trasferimento telematico degli stessi. Chiaramente, una grossa e determinante spinta al progresso della telematica si deve alla rete Internet, che ha aumentato in modo esponenziale le possibilità di trasmissione delle informazioni, permettendo con i computer l’accesso a dati multimediali da qualunque parte del pianeta e a costi molto contenuti.

La telematica è diventata dunque, al pari o più di altre, una risorsa indispensabile per la società di oggi. In questa logica, basta pensare un attimo all’aumento del coinvolgimento dei cittadini rispetto alle istituzioni pubbliche grazie proprio ai processi telematici. Con la telematica i cittadini possono procedere alla compilazione dei form e dei modelli direttamente da casa e in piena comodità, senza dover sopportare perdite eccessive di tempo a causa delle file presso gli sportelli pubblici. Per gli stessi cittadini, la telematica rappresenta anche una nuova modalità di dialogo e discussione e la possibilità di interagire con gli uffici preposti velocemente. A condizione, naturalmente, di usare le piattaforme telematiche con cognizione di causa, vale a dire con un minimo di conoscenza e dimestichezza con tali servizi. Tra l’altro, conoscenze e praticità da acquisire al più presto perché la telematica diventa sempre più presente negli uffici pubblici e nelle pratiche burocratiche. Detto questo, il processo di telematizzazione è ancora in corso e diversi servizi telematici vanno perfezionati. Ci sono infatti da affrontare ancora alcuni problemi di mal funzionamento dei servizi anche se, il più delle volte, il mancato accesso e la mancata fruizione dei servizi telematici sono dovuti alla poca conoscenza dei cittadini. Insomma, probabilmente la strada da fare è ancora lunga per aumentare la portata dei servizi telematici e per educare i cittadini a un utilizzo più frequente di tali servizi, ma i risultati raggiunti sono già buoni. Proprio da questi risultati bisogna partire per ottimizzare in futuro la telematica.

Linguaggi di programmazione

I tempi moderni richiedono un costante e massiccio impiego dei mezzi informatici, senza i quali ai giorni nostri molte attività giornaliere sarebbero precluse o quanto meno non ottimizzate al meglio. Lo sviluppo della tecnologia ha prodotto grandi risultati, a tutto beneficio dei singoli utenti ma soprattutto del mondo del lavoro. Oggi è difficile condurre un’attività lavorativa senza il supporto adeguato di mezzi e personale idonei per un confronto quotidiano con le risorse digitali. In tal senso, un confronto giornaliero corretto presuppone ovviamente da parte degli utenti la conoscenza delle risorse utilizzate, delle loro caratteristiche e delle loro principali funzionalità. Sarebbe molto complicato, se non praticamente impossibile, credere di utilizzare al meglio uno strumento informatico ignorandone completamente la natura. Un passo falso clamoroso da non commettere, anche per avere maggiori possibilità di un veloce inserimento nel mondo del lavoro. Molte volte abbiamo sentito parlare dei linguaggi di programmazione, ma siamo sicuri di sapere esattamente di cosa si tratta e da cosa sono caratterizzati? Con questa guida proveremo a spiegare in maniera comprensibile a tutti quest’argomento, per capire al mondo d’oggi quanto siano importanti i linguaggi di programmazione. Ora passiamo a vedere quindi nei seguenti paragrafi cosa sono e ad analizzare le principali caratteristiche.

In campo informatico, per linguaggi di programmazione ci si riferisce ai linguaggi formali che identificano un insieme di istruzioni pronte per essere utilizzate per la produzione di dati in output. Possono essere usati per il monitoraggio dei comportamenti di una macchina formale, cioè nella fase di programmazione della stessa tramite la scrittura dei codici sorgente di un programma. In buona sostanza, un linguaggio di programmazione è utilizzato per programmare un computer a eseguire una serie di operazioni attraverso una logica sequenza di istruzioni. Ciascun linguaggio di programmazione informatica si distingue per delle proprie regole di sintassi, anche se in diversi casi esistono elementi comuni. Infatti, la stragrande maggioranza di linguaggi di programmazione sono basati sull’uso di variabili e di istruzioni. Da qui nasce il significato di programmare, vale a dire scrivere un programma informatico da fare eseguire a un computer. Trattasi non solo di un semplice processo sequenziale, in quanto l’ordine per eseguire specifiche istruzioni in un programma viene condizionato dal verificarsi di alcuni eventi. I linguaggi di programmazione effettuano tutti gli stessi compiti perché consentono di istruire i computer per lo svolgimento di specifiche operazioni, condizionate appunto dagli eventi.

I linguaggi di programmazione hanno precise caratteristiche, indipendenti dagli strumenti utilizzati e dai sistemi operativi. Le caratteristiche dei linguaggi di programmazione si caratterizzano per:

  • espressività: la semplicità con la quale è possibile scrivere un determinato algoritmico in uno specifico linguaggio. Generalmente quando un linguaggio di programmazione permette la scrittura di algoritmi con poche istruzioni, in maniera leggibile e chiara, l’espressività è abbastanza buona;
  • didattica: in questo caso il riferimento è dato dalla facilità del linguaggio e dalla velocità con la quale si può apprendere. A titolo esemplificativo, un linguaggio di programmazione semplice da imparare è il BASIC. Un linguaggio con poche regole, chiarezza di sintassi e ben definiti limiti su ciò che è consentito fare;
  • leggibilità: la semplicità con la quale, al momento della lettura di un codice sorgente, è possibile comprendere le funzionalità di un linguaggio. La sua leggibilità dipende dal linguaggio e dallo stile di programmazione dell’autore del programma stesso. Generalmente le abbreviazioni permettono ai conoscitori di un determinato linguaggio di porre le attenzioni sulla logica del codice senza impiegare troppo tempo per la lettura;
  • robustezza: parliamo, in tal caso, della capacità di un linguaggio di programmazione di prevenire gli sbagli di programmazione. In genere, un linguaggio caratterizzato dalla robustezza si realizza con l’adozione di un controllo stretto sulle tipologie di dati e con una sintassi rigida;
  • modularità: trattasi di quei linguaggi che semplificano la scrittura di parti di programma autonome (moduli). I moduli servono per facilitare la ricerca e l’eventuale correzione di errori, consentendo l’isolamento veloce di quella parte di programma interessata dai comportamenti sbagliati. Un modo per intervenire velocemente per le opportune modifiche senza causare conseguenze nelle altre parti del programma;
  • flessibilità: con tale caratteristica ci si riferisce alle possibilità di adattare un linguaggio di programmazione, estendendolo attraverso la definizione di comandi nuovi. I tradizionali linguaggi, come il sopra citato BASIC, non hanno tale flessibilità;
  • efficienza: si tratta della rapidità di esecuzione delle risorse del sistema sul quale gira il programma. Solitamente i programmi realizzati in linguaggi particolarmente astratti sono lenti, in quanto lavorano all’interno di modelli che poco riflettono la struttura reale dell’hardware, anche se di contro semplificano l’operato dei programmatori perché li esonerano dalla gestione di diversi dettagli. Invece, i linguaggi di programmazione meno astratti ma maggiormente in sintonia con la struttura reale di un computer, hanno la capacità di generare programmi veloci e piccoli anche se richiedono tempi di sviluppo più lunghi;
  • diffusione: la caratteristica di un linguaggio di programmazione identificabile con il numero di programmatori che utilizza un determinato linguaggio. Più è grande la platea di programmatori più possibilità si avranno di trovare il materiale cercato;
  • integrabilità: la scrittura di tipi di programma di certe dimensioni richiede la possibilità di integrare parti di codice scritte in precedenza in altri linguaggi. Quando un determinato linguaggio permette con estrema facilità questa operazione tramite dei processi standard presenta il vantaggio dell’integrabilità;
  • portabilità: l’opportunità di portare un codice scritto su una specifica piattaforma su di un’altra senza dover effettuare alcuna modifica. Per tale finalità è di fondamentale importanza la possibilità di poter contare su uno standard del linguaggio.

Le caratteristiche dei linguaggi di programmazione sopra riportate e analizzate sono solo alcune, in realtà ne esistono anche altre. Visto il grande numero di particolarità, risalire al linguaggio adatto alle proprie necessità non è affatto una cosa semplice perché le variabili sono tante. Al di là di tutto, per una decisione definitiva, un passaggio importante da seguire è quello di fare chiarezza sull’obiettivo da raggiungere. Infatti, a seconda del fine, è opportuno optare per un linguaggio al posto di un altro. Detto questo, avere una sufficiente conoscenza dei linguaggi di programmazione è molto impegnativo, proprio alla luce del fatto che ogni linguaggio presenta specifici segreti e caratteristiche. Meglio affidarsi a veri e propri esperti del settore, professionisti capaci di indirizzarvi verso la scelta migliore in base alle vostre richieste. Ciò non toglie che avere almeno un’infarinatura su cosa siano i linguaggi di programmazione è molto utile in una società sempre più votata alle risorse tecnologiche.