Artificial Intelligence (AI)

Artificial Intelligence (AI)

Per meglio interpretare e comprendere i progressi registrati dall’arrivo delle prime tecnologie alle ultime novità, una delle maniere più opportune è il riferimento all’intelligenza artificiale (in inglese Artificial Intelligence). Un tema di spaventosa attualità, fino a qualche decennio fa nemmeno lontanamente immaginabile perché fuori da ogni logica e realtà del momento. Invece ai giorni nostri, l’intelligenza artificiale è una tematica calda e molto dibattuta non senza perplessità e critiche. Tuttavia, nonostante la grande risonanza, ancora sono in tanti a non conoscerne il reale significato e l’importanza dell’intelligenza artificiale per una società moderna molto propensa all’accoglimento di risorse di ultima generazione. In questa guida proveremo a capire perché l’intelligenza artificiale ormai è sulla bocca di tutti, provando a trattare l’argomento senza paroloni e in maniera comprensibile per tutti. In modo abbastanza semplicistico proveremo a fornire un quadro esaustivo del tema, partendo dal concetto riassuntivo che descrive l’intelligenza artificiale come l’abilità della tecnologia di risolvere problemi e svolgere funzioni e attività riconducibili all’abilità umana. Dal punto di vista più strettamente informativo, l’intelligenza artificiale viene associata a quella disciplina impegnata nello sviluppo di hardware e software capaci di agire in maniera autonoma, compiendo azioni e risolvendo problemi.

Premesso qualche concetto generale per introdurre l’argomento, concentriamoci più nel dettaglio sulla definizione di intelligenza artificiale. Tornando per un attimo all’accezione direttamente collegabile al mondo dell’informatica, potremo catalogare l’intelligenza artificiale come quel ramo che comprende teorie e tecniche pratiche per lo sviluppo di algoritmi, tali da permettere alle macchine di dimostrare delle attività intelligenti. Attività riconducibili a quelle svolte secondo le capacità umane, quindi una Intelligenza Artificiale, partendo da questo concetto, dovrebbe saper svolgere alcuni compiti dell’uomo. Chiarito questo, è bene ricordare come ancora ai giorni nostri non si comprende fino in fondo l’esatto meccanismo. Tornando alle azioni tipiche della mente umana, una intelligenza artificiale dovrebbe sapere agire e pensare umanamente e in modo razionale, tale da avere un comportamento per dare inizio a un processo con il fine di raggiungere i risultati maggiori con le informazioni disponibili. In questa logica, si parla anche di intelligenza artificiale debole e forte. La prima individua i sistemi tecnologici capaci di simulare diverse funzioni cognitive dell’essere umano: programmi matematici di problem solving, con i quali vengono sviluppati specifiche funzioni per risolvere dei problemi. Invece, quando si parla di Intelligenza Artificiale forte, si fa riferimento a quei sistemi capaci di sviluppare un’intelligenza propria senza cioè emulare le capacità della mente umana. Due concetti importanti e ben distinti tra loro. La catalogazione dell’Intelligenza Artificiale debole e dell’intelligenza artificiale forte è alla base della differenza tra Machine Learning e Deep Learning. In breve, il Machine Learning è un insieme di metodi per facilitare l’adattamento del software, metodi con i quali si consente alle macchine di apprendere in maniera tale da poter svolgere un’attività senza una programmazione preventiva. Da questa piccola spiegazione si comprende facilmente come a caratterizzare il Machine Learning sia logicamente un modello di apprendimento. Invece, con il Deep Learning, ci si riferisce a modelli di apprendimento di chiara ispirazione alla mente umana. Per riassumere i concetti dei due differenti metodi è possibile dire che il Machine Learning allena l’Intelligenza Artificiale, mentre il Deep Learning consente l’emulazione delle mente umana.

Trattasi quindi di una spiegazione legata al funzionamento tecnologico dell’intelligenza artificiale. Poi ci sono da considerare le abilità intellettuali, da differenziare secondo alcuni fondamentali livelli così raggruppati:

  • livello di comprensione: un processo che si avvale della simulazione di capacità cognitive attraverso la quale l’intelligenza artificiale riconosce testi, tabelle, immagini, video e altro ancora;
  • livello di ragionamento: attraverso la logica i sistemi sono capaci di collegare i numerosi dati raccolti, grazie a specifici algoritmi matematici;
  • livello di apprendimento: sistemi con determinate funzioni per analizzare input di informazioni e la corretta restituzione in output;
  • livello di interazione: in tal caso si fa riferimento ai modi di funzionamento dell’intelligenza artificiale relativamente alla sua interazione con gli uomini. In questa direzione avanzano di buon passo le tecnologie che permettono all’uomo di interagire con le macchine e alle macchine con l’uomo fruendo del linguaggio naturale.

Colossi quali Google, Microsoft, Apple, Amazon e Facebook stanno lottando con tutte le forze per le startup innovative nel campo dell’intelligenza artificiale e per sviluppare veri e propri progetti di ricerca. Studi che hanno già dato i loro frutti, in tal senso è sufficiente ricordare il riconoscimento facciale, le traduzioni linguistiche e le applicazioni vocali. Una tecnologia che non è più solo un lontano miraggio, ma che già è entrata a pieno titolo a far parte anche della nostra realtà quotidiana. L’intelligenza artificiale ha infatti fatto già registrare risultati importanti con alcuni sistemi in grado di assicurare alle persone le soluzioni giuste a dei problemi senza l’intervento di un esperto. Dal punto di vista della tecnologia, i sistemi esperti fondati su determinate regole beneficiano di elementi molto conosciuti nel campo informatico IF-THEN, dove IF sta per condizione e THEN per azione. In pratica e, detto in modo semplicistico, al verificarsi di una specifica condizione scatta una determinata azione. L’Intelligenza Artificiale riconosciuta ai sistemi esperti si spiega con il fatto che tali sistemi, in virtù delle regole delle quali sono composti, da una serie di fatti ne ricavano altri. Sistemi esperti particolarmente indicati per i configuratori commerciali. In linea di massima, un configuratore di prodotto ha l’incarico di facilitare la scelta di un articolo da comprare, procedura non sempre veloce di fronte a molte variabili: quantità alta di componenti, dimensionamento, uso di particolari materiali, etc. Quando la configurazione riguarda prodotti da calare in progetti complicati, i configuratori devono essere intelligenti a tal punto da permettere agli utenti un’identificazione, una valutazione e una richiesta autonoma delle necessità senza l’intervento del tecnico. In questi casi i sistemi esperti raggiungo livelli di massima espressione.

Oggi l’Intelligenza Artificiale è tangibile con gli assistenti vocali/virtuali: Siri, Chatbot, Cortana e Alexa. Assistenti vocali/virtuali che fruiscono dell’intelligenza artificiale per il riconoscimento del linguaggio naturale e per analizzare comportamenti e consuetudini degli utenti, tipologie di analisi fatte in tempo reale. Da qualche anno l’Intelligenza Artificiale è entrata prepotentemente anche nel campo del marketing. L’AIM (Artificial Intelligence Marketing) è un ramo del marketing che beneficia delle tecnologie avanzate che fanno parte del mondo dell’intelligenza artificiale, quale il Machine Learning. Trattasi, in buona sostanza, dell’uso di algoritmi di intelligenza artificiale e Machine Learning con lo scopo di una politica persuasiva nei confronti delle persone per spingerle a compiere delle azioni, accedere a un determinato servizio e comprare un articolo. Analisi e aggregazioni delle informazioni in un processo costante di apprendimento per individuare le tecniche migliori di comunicazione e vendita sono alla base dell’Artificial Intelligence Marketing (AIM). Ma i campi di applicazione dell’Intelligenza Artificiale sono davvero tanti e interessano una lunga lista di settori strategici per l’economia mondiale e per la salute dei cittadini. Dal punto di vista sanitario, l’Intelligenza Artificiale ha avuto il grosso merito di ottimizzare diversi sistemi tecnologici già utilizzati da soggetti diversamente abili. Si pensi ai sistemi vocali che oggi consentono una comunicazione naturale anche a coloro purtroppo non capaci di parlare. Ma risultati ancora migliori si attendono sul versante dei tumori, anche se già sono in circolazione sistemi capaci di attingere, esaminare e apprendere da un infinito bacino di informazioni (es: ricerche, cartelle cliniche) ad una rapidità neanche minimamente pensabile per la mente umana. Una maniera per velocizzare le procedure relative alle diagnosi di malattie importanti come i tumori. Nelle sale operatorie degli ospedali hanno fatto il loro ingresso gli assistenti virtuali fondati sull’Intelligenza Artificiale, di grande aiuto per il personale. Inoltre, la reale forza di esaminare una grande mole di informazioni in real time e la capacità di dedurre comportamenti e consuetudini di persone e cose garantisce un grosso contributo anche in materia di pubblica sicurezza. A titolo di esempio, è sufficiente ricordare il supporto dell’Intelligenza Artificiale per la sicurezza di posti strategici come stazioni ferroviarie, aeroporti e città metropolitane. Un aiuto non di poco conto per le forze dell’ordine impegnate ogni giorno a contrastare i crimini in questi posti, ma anche un supporto in fatto di prevenzione e gestione di momenti di crisi generati da calamità naturali come un terremoto.

L’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei vari ambiti lavorativi di conseguenza non poteva che portare a uno studio della materia continuo e molto approfondito. Nel nostro Paese in tal senso è al lavoro l’Agenda Digitale Italiana, per capire l’incidenza dell’Intelligenza Artificiale anche relativamente alle relazioni sociali. Per questo si stanno portando avanti studi di settore per esaminare le principali applicazioni inerenti le creazioni di servizi nuovi ai cittadini, per mappare a livello nazionale le principali strutture universitarie operanti in materie di Intelligenza Artificiale e per mappare i lavori già iniziati da qualche istituzione centrale e locale. Uno studio di settore molto impegnativo, che punta evidentemente a comprendere la reale incidenza sul mondo attuale dell’Intelligenza Artificiale. Molti Paesi si stanno muovendo in questa logia e l’Italia da questo punto di vista non fa eccezione.

Prevenire le frodi è uno dei campi dove l’intelligenza artificiale si concretizza con analisi molto sofisticate per la correlazione di informazioni, abitudini e comportamenti, per comprendere anticipatamente eventuali attività rischiose (es. clonazioni di carte di credito). Sistemi sofisticati e di ultima generazione per contenere i rischi, proteggere i dati e contrastare adeguatamente i criminali informatici. D’altronde la sicurezza informatica è una tematica così complessa e delicata che merita un concreto sostegno anche da sistemi sofisticati come quelli che si basano sull’Intelligenza Artificiale. Mettere i dati sensibili e fondamentali informazioni al riparo dagli attacchi informatici o, da perdite dovute a cause naturali, è una prerogativa dalla quale oggi, più che in passato, non si può prescindere affatto. Troppi sono gli interessi in gioco per le organizzazioni di lavoro per non investire forze e denaro per sistemi di protezione capaci di rispondere al meglio a eventuali attacchi informatici. Sistemi per prevenire gli attacchi ed, eventualmente, ripristinare al meglio le situazioni di partenza scombussolate dagli attacchi. Una necessità più forte rispetto ad alcuni anni fa perché crescono gli attacchi e i criminali informatici, questi ultimi pronti a mettere in campo i loro pericolosi piani. Insomma, oggi la sicurezza è una priorità sulla quale investire tante risorse, per essere preparati di fronte alle più difficoltose circostanze. Dunque frenare i possibili rischi di attacchi da parte di veri e propri criminali informatici è uno dei compiti dell’Intelligenza Artificiale.

Detto questo e descritte alcune funzionalità importanti dell’intelligenza artificiale, è vero pure che è giusto interrogarsi spesso sui poteri degli algoritmi, per rispondere a una domanda precisa: può arrivare il cervello delle macchine a superare le potenzialità del cervello umano? Una lecita domanda a cui dare una risposta al più presto perché è una problematica che merita grandi attenzioni quella dell’impatto dell’Intelligenza Artificiale sull’intera società. L’eventuale superiorità del cervello delle macchine su quello umano è una soglia limite delicata su cui discutere parecchio.

Se qualche decennio fa ci avessero detto che la tecnologia sarebbe arrivata a tanto nessuno di noi ci avrebbe creduto, eppure eccoci a confrontarci con l’intelligenza artificiale, una delle massime espressioni delle innovazioni tecnologiche degli ultimi tempi. Un nuovo modo di vivere e dialogare con la nostra quotidianità, sempre più alle prese con risorse di ultima generazione. La società moderna ormai è abituata a certe dinamiche e il mondo del lavoro in primis ha capito che il contributo dell’Intelligenza Artificiale è notevole e costante. L’Intelligenza Artificiale quindi ha già dato buoni frutti, ma siamo solo agli inizi e i migliori risultati si attendono nel prossimo futuro. Implementare le risorse disponibili con nuovi sistemi e metodi è una prassi consolidata della nostra società, alla continua ricerca di novità per migliorare la qualità e la sicurezza dei servizi. Il tutto senza mai dimenticare neanche alcune importanti problematiche legate all’utilizzo nei vari contesti sociali e lavorativi dell’Intelligenza Artificiale. Una grande risorsa da sfruttare al meglio e con la cautela richiesta dal caso.

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Andrea Masella author